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La badante arrestata: "La truffa l'ho subita io"
La donna si difende: raggirata su Internet, mi sono rivolta a familiari e amici per un prestito ma non ho derubato nessuno
STIAVA. Dice di essere innocente: la truffa c’è stata, ma la vittima è lei. Barbara Polloni, tramite le sue avvocate, fornisce una ricostruzione diversa della vicenda che la vede indagata: Procura e polizia, infatti, ritengono che la badante abbia raggirato una disabile, facendosi consegnare circa 9.000 euro. Ipotesi investigativa che ha portato all’arresto di Polloni, poi liberata dal giudice del tribunale di Lucca con il divieto di avvicinamento alla presunta vittima.
Tutto, secondo la badante e le sue difensori Lara Bini ed Eva Benedetti, parte da una truffa sì, ma commessa su Internet. E di cui la vittima sarebbe la stessa Polloni. Che riferisce di essere stata intercettata su Instagram (un social network di condivisione delle fotografie che va per la maggiore) da alcuni soggetti. «Con artifizi e raggiri – riferiscono le sue legali – la nostra cliente è stata tratta in inganno e indotta a versare a queste persone considerevoli somme di denaro». Una cifra che si aggira intorno ai 10.000 euro.
A quel punto – proseguono le avvocate Bini e Benedetti – «la signora Polloni andava ad attingere inizialmente alle proprie risorse, per poi chiedere un prestito ai suoi più stretti parenti ed infine alla signora con la quale aveva stretto un rapporto di confidenza negli anni di assistenza alla madre di lei. L’obiettivo era far fronte alle sempre più pressanti e minatorie richieste da parte di tali soggetti».
Tutto si sarebbe svolto nel giro di poco tempo: «La vicenda ha preso, infatti, avvio soltanto alla fine di settembre, con una serie incalzante di accadimenti circoscritti nell’arco di quaranta giorni», proseguono le due avvocate. La badante giura di non essersi approfittata di una persona disabile: a suo giudizio la donna a cui ha chiesto il prestito è una persona capace di intendere e di volere, «che non ha bisogno di assistenza». La famiglia della donna, però, ha sporto denuncia alla polizia. Ritenendo che, invece, sia stato fatto un raggiro ai danni di una persona disabile.
«Il vaglio da parte delle competenti autorità in merito alla vicenda nella sua integralità – concludono le due professioniste che assistono Barbara Polloni – impone alla difesa di mantenere sulla stessa il necessario riserbo, proprio al fine di non ostacolare o addirittura compromettere il buon esito delle indagini».
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