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Giro di vite sui furbetti del parcheggio del Versilia

Matteo Tuccini
Giro di vite sui furbetti del parcheggio del Versilia

Raffica di abusivi nell’area sosta sotterranea riservata al personale sanitario L’Asl farà controlli a campione e renderà più difficile sia l’accesso che l’uscita

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È molto facile, giura chi lo ha visto fare. Basta accodarsi ad un’auto che sta per scendere la rampa di accesso al parcheggio sotterraneo. E quando il cancello si apre, grazie alla tesserina del guidatore davanti, chi sta dietro ha tutto il tempo di approfittarne. Perché il cancello si chiude solo dopo una ventina di secondi. E l’uscita? Semplice: c’è una fotocellula che attiva l’apertura al solo passaggio dell’auto. Non c’è nemmeno bisogno della tesserina per vedersi spalancare la strada.

Troppo facile entrare e uscire dal parcheggio sotterraneo dell’ospedale Versilia. Duecentocinquanta posti, più o meno, riservati al personale dell’Asl. Ma che fanno gola a tutti, perché va da sé che sono gratuiti. Da qui la raffica di furbetti che approfittano di barriere non proprio irresistibili. Le conseguenze sono due: intanto medici, infermieri, tecnici e operatori sociosanitari non trovano posto quando arrivano e a volte ritardano l’ingresso al lavoro. L’altra conseguenza è che, in questo modo, si evita di pagare un ticket che molti altri utenti si accollano. Un’ingiustizia evidente. Al punto che l’Asl ha deciso di fare controlli a campione e rendere più difficile sia l’ingresso che l’uscita.

La situazione sembra peggiorata da quando la sosta al pronto soccorso è diventata a pagamento. Quella era una valvola di sfogo, utilizzata da tutti, utenti e dipendenti dell’azienda sanitaria: chi era abituato a lasciare l’auto sul lato Viareggio dell’ospedale adesso deve andare altrove. Alcuni utenti si arrangiano nel modo che abbiamo detto. I dipendenti, invece, lasciano il veicolo in superficie. Senza versare alcun ticket, anche se sono sulle strisce blu. Da qui l’ipotesi, circolata nei giorni scorsi, sul far pagare la sosta anche al personale Asl.

«Non se ne parla neanche – affermano Claudio Velia, Fausto Delli e Nicola Dal Torrione del sindacato Uil – Non è giusto che, per colpa di alcuni furbetti, ci rimetta chi lavora in ospedale. Ci sono colleghi che non riescono a trovare parcheggio e questo complica l’organizzazione del lavoro: basta che il turno cominci in un orario sfavorevole, diciamo così, e si sa già che si sarà costretti a peregrinare per tutta la zona. L’Asl deve intervenire, altroché».

L’Asl, in effetti, ha promesso che interverrà.

«La questione è nota – spiegano dall’azienda sanitaria – succede quando cancelli o sbarre restano aperti qualche secondo in più. Sicuramente verranno effettuati almeno dei controlli a campione per evitare che ciò accada; a più lungo termine (dovranno essere fatte delle modifiche non banali e quindi non immediate) si pensa di poter prevedere il passaggio del badge anche in uscita, in maniera che possano venir fuori dal parcheggio solo i dipendenti. In generale – è la conclusione dell’Asl – si sta lavorando per migliorare tutto il meccanismo della sosta, ma è esclusa l’ipotesi di far pagare il parcheggio ai dipendenti». —



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