Il Tirreno

Versilia

In Italia fanno parte della lista Unesco altre nove tradizioni

La candidatura va presentata dal Governo dopo l’inserimento in un inventario nazionale 

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I PRECEDENTI

Ma cosa significherebbe - per il Carnevale di Viareggio - entrare nel Patrimonio culturale immateriale? Intanto è definito Patrimonio culturale immateriale l’insieme delle tradizioni, espressioni orali, arti dello spettacolo, rituali, eventi festivi, artigianato, pratiche agricole tradizionali che sono espressione “vivente” dell’identità delle comunità e delle popolazioni che in esse si riconoscono.

Nell’ambito del suo mandato istitutivo, la conferenza generale dell’Unesco - che riunisce tutti gli Stati membri dell’Organizzazione - ha adottato nel 2003 la “Convenzione per la salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale”. Si tratta del primo accordo internazionale diretto a valorizzare e salvaguardare gli elementi del Patrimonio intangibile. La Convenzione assegna un ruolo fondamentale alle “comunità” che di tale Patrimonio sono depositarie e hanno il compito di trasmetterlo alle generazioni future.

Nella lista figurano attualmente 508 elementi, di cui nove sono italiani. Nel dettaglio (e in ordine cronologico) fanno parte dell’elenco del patrimonio culturale immateriale dell’Unesco L’Opera dei Pupi siciliani (2008), Il Canto a Tenore sardo (2008), Il Saper fare liutaio di Cremona (2012)

La dieta mediterranea (patrimonio “transnazionale” comprendente oltre all’Italia anche Cipro, Croazia, Grecia, Marocco, Spagna e Portogallo, 2013), Le Feste delle Grandi Macchine a Spalla (La Festa dei Gigli di Nola, la Varia di Palmi, la Faradda dei Candelieri di Sassari, il trasporto della Macchina di Santa Rosa a Viterbo, 2013), La vite ad alberello di Pantelleria (2014), La Falconeria (elemento “transnazionale” che oltre all’Italia comprende anche Arabia Saudita, Austria, Belgio, Emirati Arabi, Francia, Germania, Kazakistan, Marocco, Mongolia, Pakistan, Portogallo, Qatar, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, Spagna e Siria e Ungheria, 2016); l'Arte dei Pizzaiuoli Napoletani (2017) e L’Arte dei muretti a secco, (anche questo elemento "transnazionale" comprendente oltre all'Italia anche Croazia, Cipro, Francia, Grecia, Slovenia, Spagna e Svizzera, 2018).

Per essere iscritto nella Lista Rappresentativa, un elemento deve essere incluso in un “inventario nazionale” predisposto dalle competenti autorità dei Paesi che ne fanno richiesta.

La decisione relativa agli elementi da candidare è effettuata a livello nazionale dai rispettivi Governi, in collaborazione con le Commissioni nazionali; a livello Unesco, la selezione spetta al Comitato intergovernativo per la salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale (organo previsto dalla Convenzione) che si riunisce annualmente per esaminare le candidature proposte dagli Stati parte. —

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di Redazione web