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sanità 

I giovani medici aiutano il pronto soccorso ma al Versilia ne resteranno soltanto tre

Matteo Tuccini
I giovani medici aiutano il pronto soccorso ma al Versilia ne resteranno soltanto tre

Fa discutere la scelta dell’Asl di prevedere maggiori rinforzi per altri ospedali: «Decisioni prese in base al fabbisogno» 

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VIAREGGIO. Fa discutere la scelta dell’Asl sui giovani medici neolaureati che quest’estate sono stati presi per aiutare i colleghi del pronto soccorso del Versilia. La loro presenza, oltre al lavoro dei professionisti già presenti, ha contribuito a far trascorrere un’estate relativamente tranquilla. Soprattutto se paragonata a qualche anno fa, quando le lamentele e i reclami erano il pane quotidiano. Eppure, rispetto a una previsione iniziale di nove rinforzi, dopo il tirocinio di due mesi resteranno in Versilia solo tre di questi talenti della medicina: l’ultimo ingresso è previsto per dicembre.

La notizia, che in questi giorni ha causato un bel po’ di malumore in ospedale, è stata confermata dall’azienda sanitaria. Che conferma, inoltre, l’altro aspetto su cui si sta molto dibattendo nei reparti: la decisione di prevedere maggiori rinforzi per altri ospedali vicini. A Lucca, ad esempio, i giovani neolaureati che resteranno a dar manforte ai colleghi saranno 4 o 5. Quattro anche a Livorno. Sugli altri presidi ospedalieri non vengono fornite informazioni più precise. Ma il disappunto si manifesta in maniera più evidente soprattutto nel confronto con Lucca, in cui subentrano anche un po’ di campanilismo e rivalità che fanno parte della storia non solo dell’ospedale. Anche perché il Versilia, con oltre 80.000 accessi all’anno, resta un pronto soccorso molto frequentato dagli utenti. E per quantità di visite è paragonabile solo a Livorno.

«La differenza di cui si parla, a proposito della distribuzione dei medici neolaureati, è minima – spiegano dall’Asl – la decisione di prevedere tot rinforzi per l’uno o l’altro ospedale è stata presa in base ai fabbisogni dei pronto soccorso. In ogni caso, non è escluso che in futuro possano esserci ulteriori assunzioni per il Versilia». Che è quanto era stato annunciato dalla stessa Asl nel settembre scorso: «La distribuzione territoriale dei quaranta medici assegnati all’Asl Toscana nord ovest si concluderà entro la fine dell’anno – si era detto – e vedrà, a regime, 9 ingressi in servizio al pronto soccorso della Versilia, 7 al pronto soccorso di Livorno, 6 tra Pontedera e Volterra, 5 tra Lucca e la Valle del Serchio, 1 a Cecina, 12 a Massa».

Al di là delle rivalità o delle gelosie tra ospedali, la questione non è secondaria. È stata innovativa la scelta della Regione di ingaggiare neolaureati già in possesso dell’abilitazione professionale per sopperire alla carenza dei medici, che ha messo in difficoltà soprattutto i pronto soccorso (perché gli specialisti di medicina d’urgenza non si trovano). Un progetto che sembra aver portato i risultati sperati. Questi ragazzi sono stati inseriti con cautela: si tratta di medici in formazione, in attesa della specializzazione, che sono stati seguiti dai tutor. Cioè i colleghi più esperti. Chi li ha visti all’opera ha assistito a scene che, su un posto di lavoro, si vedono sempre più raramente: l’anziano, o il meno giovane che dir si voglia, gli spiega cosa fare e come. L’altro ascolta e recepisce. Un’esperienza professionale formativa che, va detto, la Regione e l’Asl hanno avuto il merito di incoraggiare.

Sulla vicenda il sindacato Fials chiederà spiegazioni. «Avevamo intuito che qualcosa si stava muovendo in senso non positivo – dice Daniele Soddu del Fials – Chiederemo spiegazioni all’azienda sanitaria sul perché il pronto soccorso che ha più accessi di tutti sia quello che riceve meno rinforzi. Se non avremo risposte convincenti, riattiveremo lo stato di agitazione del personale. Chiediamo, inoltre, ai sindaci di darsi una smossa per dimostrare che a loro interessa qualcosa della sanità. Il nostro territorio pesa poco, e si vede anche da questa vicenda». —


 

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