Sicurezza
Addio al campione di corsa Ghilardi
Ex impiegato del centro per l’impiego e sportivo; nel suo palmares un bel piazzamento alla maratona di Chicago
CAMAIORE. Se ne è andato a 65 anni, dopo una lunga malattia, Lauro Ghilardi, ex impiegato del centro per l’impiego e noto corridore versiliese. Nato alle Pieve di Camaiore, viveva con la famiglia a Piano di Conca. Aveva lavorato al centro per l’impiego fino a due anni fa, quando andò in pensione. Terzo di cinque fratelli, suo padre era un piccolo coltivatore. Non a caso amava la natura, correre per boschi e attraversare torrenti. La sua grande passione però era la corsa: a 15 anni indossò le scarpe per la sua prima gara. Da allora partecipò a numerose competizioni sia a livello nazionale sia internazionale. Aveva iniziato con l’Atletica Camaiore, di cui fu capitano. Durante il militare vinse le sue prime gare, ma di coppe, negli anni, ne arrivarono a valanghe.
Una delle gare a cui teneva di più era la Camaiore-Campo all’Orzo di gran fondo in salita che vinse con oltre sei minuti di vantaggio sugli avversari. Nel 1979 passò al GS. Orecchiella in Garfagnana, una società che gli aveva consentito di dedicarsi pienamente alle sue specialità, il fondo e la salita, aggiungendo altri trofei nella sua già nutrita bacheca. Aveva gareggiato in Francia, in Svizzera, perfino a Cuba, e fu il primo atleta bianco a piazzarsi nelle primissime posizioni alla maratona di Chicago. Per i suoi capelli lunghi e la fascia alla testa per legarli, venne soprannominato dai suoi amici e da parenti “l’indiano”.
Aveva vissuto a testa alta i lunghi anni della malattia scoperta al termine di una gara nel 1996. Non aveva mai mollato, né il lavoro né la corsa. È stato un vero esempio per tutti coloro che gli sono stati vicino. Nel 2005 aveva vinto un titolo regionale di atletica Uisp: aveva gareggiato nonostante la malattia. Nella sua lunga carriera aveva partecipato a circa 1000 corse ottenendo ben 267 vittorie. Aveva corso per strade e boschi fino a due anni fa, quando aveva dovuto smettere.
Ma non si arrese. Rimase attivo, sempre a contatto con la sua natura. Iniziò infatti a coltivare un appezzamento di terra.
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