Sicurezza
Sos furti in ospedale: «Serve sicurezza»
Via un tablet dalla radiologia e un iPhone dalla pediatria. Il sindacato Uil: «Anche portafogli nel mirino, l’Asl intervenga»
PIETRASANTA. L’ultima vittima dei ladri in ospedale è una donna, di professione tecnico di radiologia: nella notte tra martedì e mercoledì, mentre era di turno in reparto, la dipendente Asl è stata derubata del tablet. Poche ore prima era sparito un iPhone dal pronto soccorso pediatrico. Ma il sindacato Uil, che segnala gli episodi, sostiene che sono solo gli ultimi di una lunga serie.
«In particolare – spiegano Claudio Velia, Fausto Delli e Nicola Dal Torrione della Uil – sono i portafogli a finire nel mirino di chi bazzica i reparti e le stanze in cerca di qualche cosa da rubare». Da qui l’Sos di chi rappresenta il personale: bisogna prevedere ulteriori sistemi di sicurezza per evitare episodi del genere. «Spiacevoli per i dipendenti, che sono qui a lavorare, ma anche per i pazienti che in ospedale vengono non certo per divertimento», dicono dal sindacato.
La questione dei furti in ospedale è vecchia come l’ospedale stesso (anche se il Versilia, datato 2002, tanto vecchio non è). Come ogni spazio pubblico, per quanto abbia caratteristiche diverse da una piazza o da un Comune, il Versilia è frequentato da molte persone, che girano continuamente in ogni suo angolo: difficile tenere sotto controllo tutto e tutti. Ma i furti, affermano dalla Uil, cominciano a diventare troppi. E sono fastidiosi, al di là del valore economico degli oggetti rubati. Anche se a volte sono state portate via cose di discreto valore. Tra cui orologi.
«Il problema – dicono Velia, Delli e Dal Torrione – è che, soprattutto la notte, ci si può muovere con un po’ troppa facilità in alcune parti dell’ospedale. La radiologia è una di queste. Se si riuscisse a sbarrare qualche porta, rendendo impossibile l’accesso al malandrino di turno, non sarebbe male».
In pronto soccorso, da oltre un mese, sono in servizio guardie giurate 24 ore su 24. L’obiettivo dell’Asl è estendere questa sorveglianza a tutto l’ospedale. «Iniziativa meritevole – replicano dalla Uil – Noi non diamo colpa di questi episodi alle guardie giurate, ci mancherebbe. Sono ottimi professionisti che fanno il loro lavoro. Logico che più di tanto non possono spingersi. Ci sono persone che si aggirano in ospedale e che noi sappiamo essere malintenzionati: ma la vigilanza non può fermarli né perquisirli. I dipendenti che vengono derubati devono necessariamente richiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Ecco perché pensiamo che, se si riuscisse a proteggere di più i reparti, potremmo evitare o al limite ridurre i furti commessi ai danni di pazienti e dipendenti».
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