Il Tirreno

Versilia

Quelle acque chete e irruenti sotto le cave di Michelangelo

Adolfo Lippi
Quelle acque chete e irruenti sotto le cave di Michelangelo

Nella fotografia che troverete in edicola con il quotidiano di giovedì lo scivolo nella valle del Serra dove tuffarsi è come immergersi in una fiaba

4 MINUTI DI LETTURA





Pochi ci credono, moltissimi le frequentano. Sono la Desiata e Malbacco a Seravezza, nella valle del fiume Serra, serie di polle naturali che nei mesi caldi, e quest’anno ce ne sono stati tanti, sono più frequentate delle spiagge fortemarmine. Accade così: che uno che ha voglia di rinfrescarsi in acque gelide sale dall’Aurelia su per Querceta poi svolta a Corvaia e immagina un paesaggio disertato, noto a pochi, paesaggio bagnato dal Versilia, fiume madre e dal torrente di Riomagno. E invece s’imbatte in centinaia di auto e roulottes e tutti, tanti, stan lì a tuffarsi e a nuotare in acque freschissime, azzurro smeraldo, un’offerta benedetta di ristoro che il comune di Seravezza, patria di Enrico Pea, dona generosamente e gratis.

Siamo nel parco regionale delle Alpi Apuane. La Desiata è un paradiso naturale. Ormai è talmente visitato che il Comune ha dovuto fioccare multe ai parcheggiatori che invadevano la strada. Però vi è possibilità di metter la macchina prima e seguire almeno cinque cartelli che sono i cinque punti di interesse. Perché vi sono varie offerte, uno scivolo naturale scavato nella roccia e piscine con lo scivolo e piscine per un tuffo da almeno 10 metri. Non è obbligatorio bagnarsi. Basta e avanza anche il solo guardare le meraviglie che sono il famosissimo Pozzo della Madonna con la cascata entusiasmante e i boschi attorno e i marmi dell’Altissimo a due passi per rammentare Michelangelo. Già perché questi luoghi, a parte le acque che discendono copiose dovunque, e tante volte sono perfino disastrosamente straripate, vi è passata la storia, dagli antichi apuoliguri ai romani ai lucchesi ai fiorentini medicei. E loro portarono l’industrializzazione dei marmi poiché Michelangelo, è noto, voleva foderare di pietra il duomo di San Lorenzo e quindi abbandonò Carrara e qui venne, ideando e facendo costruire una strada. Coi pochi resti che rimangono.

Ma vi sono da fare altri suggestivi incontri, a parte le bellezze paesaggistiche. Vi sono almeno tre ville in zona Seravezza tutte significanti e mirabili. La prima è il Palazzo Mediceo. Fatto costruire da Cosimo I° per marcare marmi e miniere di piombo argentifero, ospitò poi due principesse di spicco belle e inquiete, la Bianca Cappella moglie di Francesco I dei Medici e Maria Cristina di Lorena. Adesso il palazzo ospita mostre importanti. Poi vi è la villa del “Buon Riposo”, in località Pozzi, fu vissuta da un brillante diplomatico, Luigi Angiolini, nato nel 1750 a Seravezza. Dopo avere frequentato le corti europee al soldo del Granduca di toscana, divenne amico a metà Ottocento di Vittorio Alfieri e Giuseppe Parini. Poi stanco di politica scelse di tornare in Versilia, fece l’agricoltore, dette sontuose feste in aia ben dipinte da un maestro svizzero, Carlo Muller, che ne testimoniò l’opulenza e la bellezza territoriale. La figlia di Angiolini, Luisa Sofia, fece salotto. Possedeva migliaia di libri rari e quadri eccelsi. Ospitò addirittura un Bonaparte, Napoleone Luigi, nipote del grande che a Seravezza passò il tempo tra splendidi donnine, pesca alla trota, bagni al Malbacco. Poi, sempre con Bonaparte, arrivò Bernard Henraux, che acquistò Villa Pilli, inventò l’industria marmifera (fino a lui artigianale), arricchì la villa con quadri di Fattori, figurine di Rodin e oreficeria del Cellini. Durante l’ultima guerra la villa fu occupata dall’esercito tedesco e si dovette attendere la liberazione per ritornare alla visite turistiche.

Tornando alle acque, è salutare e suggestivo seguire il fiume Serra (che poi confluisce nel Versilia) già noto alle popolazioni di Arimanni, germanici alleati degli Apui. Ed incontrare località come La Cappella; e Riomagno, dove il monte Altissimo, straordinario e gigantesco, domina. Qui Michelangelo, per tagliar sassi e superar grotte, ficcò la sua strada fino ad Azzano. Nei paesi, grazie a una forte comunità di cavatori, sorsero nell’800 circoli ricreativi operai e leghe socialiste. Durante la Resistenza vi si affermò un forte movimento partigiano che ebbe come animatore Amos Paoli, medaglia d’oro al valor civile, torturato e fucilato dai nazisti.

E le acque chete e irruenti che dalle Apuane discendono, formano così le piscine in località la Desiata e Malbacco. E per chi non ha voglia di camminate selvagge il tuffo sarà davvero da rammentare. Portarsi, ovvio, la colazione al sacco a meno che non si voglia, superati gli incanti, darsi alla gastronomia scelta con visite (in Seravezza), da Ulisse o alla Taverna Le Gradole. Vi sono alloggi confortevoli, da Stipino, da Filiè, da Palagi, al Palazzo Guiscardo. Da avvisare: qualcuno provò a fare il bagno in costume adamitico. Fu multato e denunciato. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa