Gioco
Chiude dopo sessant’anni la cartoleria ed edicola del quartiere di Caranna
FORTE DEI MARMI. Un altro monumento del commercio cittadino che, come accade un tempo nelle frazioni, vendeva un po’di tutto da più di mezzo secolo, ha chiuso per sempre. In questo inarrestabile cambiamento delle attività paesane, infatti, non lascia insensibili i pochi fortemarmini doc rimasti che, in questi giorni, anche la storica cartoleria e vendita di giornali, della famiglia Benedetti in Caranna, dopo ben sessant’anni di attività commerciale, ha chiuso definitivamente il bandone.
Un’attività iniziata, lungo via Sant’Elme, nel cuore della frazione, quando il Forte dei Marmi, e men che mai, la Caranna erano davvero tutt’altra cosa. Il negozio dei Benedetti nacque praticamente quando gli fu costruita di fronte la nuova scuola elementare della frazione (oggi al suo posto sorgono due grandi ville) sul terreno che all’epoca fu donato al Comune dal dottor Paladini. Inevitabile quindi il traino reciproco tra la scuola e la cartoleria in tempi in cui non c’erano supermercati, grandi magazzini e venditori online. Così intere generazioni di alunni che hanno frequentato la scuola di Caranna, sono così passati dalla Gabriella a rifornirsi di matite, penne, quaderni e tutto quello che serviva loro per la scuola, lasciando un ricordo indelebile. «Basti dire – ricorda Carlo Carli – che proprio alcuni giorni prima di chiudere, una settimana fa, sulla porta del negozio è comparso un vecchio cliente che ha portato a far vedere alla Gabriella – ormai alle soglie dei suoi 90 anni, ma sempre lucida e sveglia, un vecchio compasso, acquistato all’inizio dell’attività, che aveva ancora, sul retro dell’astuccio il prezzo scritto di suo pugno. Immaginate l’emozione».
In tempi più recenti oltre alla cartoleria, era stata avviata anche la vendita dei giornali. E anche questa attività, portata avanti prima dal padre Livio e poi dai fratelli Marco e Paolo Benedetti, ha avuto un grosso successo, sia nel centro di Caranna che nel quartiere di Roma Imperiale, dove in particolare nel periodo estivo, i Benedetti avevano iniziato per primi un servizio a domicilio apprezzatissimo dai tanti clienti vip della zona.
Ma per questa vera istituzione della Caranna, non paia riduttivo definirla così, c’era anche un altro servizio che la famiglia Benedetti ha effettuato quasi da subito: la consegna a domicilio delle bombole del gas. Potete immaginare negli anni’60 e inizio’70 quando ancora non era in esercizio la rete del metano, quante volte le casalinghe terminavano la bombola del gas a mezzogiorno o la sera, nel momento della preparazione del pranzo e allora bastava un semplice squillo di telefono (per chi lo aveva) o una veloce biciclettata per avvisare Livio, il quale non curante dell’orario, con la sua Ape veniva immancabilmente in loro soccorso. Purtroppo negli ultimi anni la Caranna (ma non solo) ha perso quasi totalmente le varie attività di cui era costellata e quella dei Benedetti è stata una delle ultime a cedere alla crisi che attanaglia la nostra società. Una storia piccola, ma molto grande che finisce qui. —
Franco A. Calotti
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