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il caso 

Il comitato di Quiesa raccoglie firme per riaprire le scuole

Il comitato di Quiesa raccoglie firme per riaprire le scuole

Critiche alle affermazioni del sindaco sulla chiusura: «Ci sono state mosse accuse gravi ma noi vogliamo solo il bene dei nostri figli»

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massarosa. I genitori dei bimbi di Massarosa non mollano: la protesta va avanti. Alcune iniziative sono ancora in preparazione ma la nuova azione che viene messa in campo è una raccolta di firme per chiedere di smuovere la situazione prima che sia troppo tardi.

«Le affermazioni del sindaco sulla scuola apparse sulla stampa non sono sufficienti a spiegare lo stallo in cui si trova la scuola di Quiesa, ormai chiusa da mesi. Un disagio che stanno vivendo i nostri figli che devono andare in condizioni precarie alla scuola del capoluogo - dicono dal comitato - vogliamo che l’amministrazione tiri fuori al più presto un progetto per recuperare il plesso, in modo che se, come l’amministrazione paventa, il Comune verrà commissariato, ci sia già una bozza approvata».

Ma la protesta continuerà: ci saranno altri striscioni e altre iniziative, assicurano.

«Nel rispetto delle leggi, del buon senso e soprattutto dell’educazione abbiamo cercato di rispondere ai vari attacchi sui social - fanno sapere dal comitato - il sindaco ha elencato le varie problematiche che bloccano l’avanzamento di qualsiasi decisione. La sicurezza è l’unico punto che ci accomuna: tuttavia ancora non sono noti i risultati dei carotaggi su quella scuola che al momento ospita i nostri bimbi. Da quanto dichiarato da tecnici competenti risulta che la norma vigente prevede una modellazione globale dell’edificio».

E affermano sui soldi per Quiesa: «Dei 900mila euro per mettere in sicurezza lo stabile, solo i 400mila elargiti dalla Fondazione verrebbero distribuiti in tre tranche, ma è stato lo stesso sindaco durante l’incontro avvenuto col comitato ad assicurarci la presenza dei fondi e a trovare una soluzione per una disponibilità immediata dell’intera somma. Ad oggi nessuno dell’amministrazione ha ancora posto firma per accedere al suddetto fondo. Vorremmo anche ricordare che se si accusano gli insegnanti di aver taciuto per 10 anni su questi argomenti, bisognerebbe avere la certezza di quanto si dichiara, visto che tutte le segnalazioni sono state protocollate. Inoltre nessun genitore viene fomentato da persona alcuna, sia essa un’insegnante o un partito politico, in quanto adulti con un cervello pensante». —



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