Il dolore
«Ecco perché non apro la scuola di Quiesa»
Coluccini spiega le ragioni per cui la situazione è in stallo Ma continuano ad apparire striscioni nella frazione
massarosa. Mentre continua il valzer degli striscioni di protesta alla scuola di Quiesa (la mattina appaiono e all’ora di pranzo spariscono), interviene il sindaco Alberto Coluccini colpevole, secondo i genitori del comitato del paese, di non aver dato abbastanza spiegazioni e tempistiche sul recupero del plesso scolastico. Ed ecco che in un lungo comunicato scritto di suo pugno, snocciola tutte le questioni che riguardano la chiusura della scuola di Quiesa.
«I genitori che invece di comprendere la dolorosa decisione di chiudere perché pericolosa si scagliano contro l’amministrazione minimizzando i gravi problemi strutturali.Insegnanti che avrebbero dovuto riconoscere il pericolo anni fa, hanno allora taciuto. Questa strumentalizzazione è alimentata da una certa politica colpevole. Con la vecchia dirigenza scolastica avevamo trovato una soluzione per garantire l’istruzione in sicurezza ma con il cambio quella soluzione è stata in parte modificata e l’amministrazione non ha voce in capitolo per mettere in discussione l’autonomia della stessa dirigenza».
E scende nel dettaglio: «Tutti noi ci auguriamo che la scuola possa riaprire in tempi brevi, ma non abbiamo certezze perché ci sono gravi fattori che hanno complicato la situazione. Primo fra tutti la situazione economica nella quale ci troviamo. Ci sono due enti che hanno dato la disponibilità a cofinanziare gli interventi. Ammesso che l’iter per ottenere il finanziamento sia corretto, cosa che ci lascia ancora qualche dubbio. Come funziona: Noi paghiamo il totale di quei famigerati 900 mila euro e quando avremmo rendicontato le fatture ci verranno ridati 760 mila euro. In tre anni. I 140 mila euro al momento non ci sono, figuriamoci 900 mila euro che dobbiamo avere e dei quali una parte ci verrà ridata. Questo cofinanziamento verrà elargito in tre anni. Quindi dobbiamo avere coperture proprie per pagare le aziende che lavorano evitando di mettere in difficoltà anche loro. I progetti per eseguire gli interventi sono stati bocciati e vanno rifatti. Non sappiamo se la cifra sarà sufficiente. Si parla di lavori di miglioramento sismico e non di adeguamento sismico inoltre sono solo parziali».
E conclude: «Resta il fatto che rimane una parte non a norma che potrà restare anche chiusa. Come sindaco ho l'obbligo di impedire che un evento possa cagionare danni a soggetti deboli non in grado di meglio tutelarsi autonomamente. Troviamo altresì scorretto fare dichiarazioni non veritiere che vanno solo a creare allarmismo e confusione nei confronti di chi ha il compito di garantire sicurezza e tutela dei cittadini. A causa di questo tam tam, alcune persone non capiscono più dove sia la verità dei fatti e dei documenti. Il sindaco non si è mai rifiutato di rispondere e a garantire momenti istituzionali di confronto, non ha mai negato la disponibilità di ascolto con i genitori del plesso scolastico». —
C.B.M.
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