Sicurezza
E' sciopero, anzi no: più di metà studenti non entrano a scuola
La preside verifica che le lezioni possano tenersi regolarmente e poi suona la campanella: ma molti ragazzi tornano a casa
CAMAIORE. . È sciopero, anzi no. E così più della metà degli studenti del liceo Chini - in tutto sono oltre 900 - ieri mattina non sono entrati a scuola. Ma il Chini era regolarmente aperto e le lezioni, salvo che per due classi che sono entrate alla seconda ora, si sono tenute regolarmente. Questo significa che gli assenti di ieri dovranno portare la giustificazione lunedì, al rientro in classe.
Mattinata caotica, quella di ieri, all’ingresso dell’istituto superiore di Lido. Tutto parte dallo sciopero indetto per venerdì 25 nei settori scuola, trasporti e sanità. Ma, come in ogni sciopero, le adesioni sono state a macchia di leopardo. E questo ha fatto sì che molti servizi venissero comunque svolti. Ad esempio, ci sono stati distretti sanitari che hanno fatto i prelievi di routine, mentre altri non li hanno eseguiti. A Camaiore, per quanto riguarda le scuole, ci sono state alcune chiusure. Mentre altre hanno svolto le lezioni come tutti gli altri giorni. Al Chini è andata in tutt’altro modo. Sull’accaduto esiste una ricostruzione, fatta con ogni probabilità dagli studenti, che ha fatto il giro dei gruppi Whatsapp delle famiglie: per i genitori che li frequentano, o che loro malgrado ci finiscono dentro, un veicolo di informazione molto usato e, diciamo, anche abusato. In questa ricostruzione i ragazzi parlano di un cancello chiuso per venti minuti e di fogli, appesi alla porta, su due classi che sarebbero entrate alle 9. Perché alcuni insegnanti avevano aderito allo sciopero. Poi si spiega che, tra cori dei ragazzi e gesti di collaboratori scolastici e professori non meglio identificati, si è intuito che ci fosse lo sciopero. Da qui la decisione di prendere la via di casa.
Decisione presa da più della metà degli studenti. Dall’istituto, però, spiegano che la campanella è suonata per tre volte dalle 8,18: tra l’altro a suonarla è stata la dirigente scolastica Monica Biagi. La preside ha verificato che ci fosse in servizio il personale necessario per andare avanti: da qui i venti minuti intercorsi tra l’inizio regolare delle lezioni e il suono della campanella (7,55-8,18). Una volta fatta la verifica, è stato dato l’ok. A quel punto gli studenti avrebbero dovuto entrare, con l’unica eccezione di due classi (su 44) che sempre per via delle adesioni allo sciopero hanno iniziato le lezioni alle 9. Di conseguenza, il mancato ingresso è stato frutto di un passaparola tra ragazzi e non di una comunicazione del liceo Chini. Perciò gli assenti, visto che la scuola era aperta, lunedì al rientro in classe dovranno portare la giustificazione.
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