Il Tirreno

Versilia

l’inchiesta 

Donna caduta dal balcone, esclusi i maltrattamenti

Donatella Francesconi

Secondo l’autopsia la morte dopo un mese e mezzo non è stata la conseguenza del volo fatto da 10 metri

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L’autopsia sul corpo della giovane madre caduta dal balcone della sua abitazione, nella notte tra otto e nove settembre, ha escluso che sul cadavere della donna fossero presenti segni di maltrattamenti pregressi al volo da dieci metri, in una notte di fine estate.

Così le prime informazioni sull’esame autoptico eseguito dal medico legale Stefano Pierotti, su incarico del pm Antonio Mariotti (Procura di Lucca), alla presenza del consulente Giorgio Puntoni, medico nominato dall’avvocato del compagno della donna, al momento unico indagato. L’uomo - assistito dall’avvocato Chiara Romanini - è stato iscritto nel registro degli indagati per i reati di omicidio e maltrattamenti in famiglia.

L’esame eseguito avrebbe portato i medici ad escludere anche che la caduta dal terzo piano possa essere stata la causa della morte, sopravvenuta all’improvviso un mezzo e dopo il fatto e dopo le cure che sono state necessarie per arrivare a dimettere la paziente, destinandola ad una struttura per la riabilitazione.

I quesiti che il pm ha consegnato al medico legale chiedevano una valutazione a 360 gradi: su eventuali segni di violenza pregressi alla caduta, ma anche in merito al decorso clinico della donna, dal momento del suo ricovero in ospedale fino alla degenza nella struttura riabilitativa.

Proprio per questo è stata formulata anche richiesta di acquisizione di tutte le cartelle cliniche relative alla storia della giovane madre dalla sera della caduta, fino al decesso. Avvenuto in un quadro che - al momento - sembra portare ad escludere l’omicidio.

La donna - che nell’abitazione dal cui balcone è precipitata viveva con il compagno e con due parenti dello stesso uomo - ai carabinieri ha fornito diverse ricostruzioni dell’accaduto. In un primo tempo aveva parlato di un malore, poi di un tentativo di suicidio che aveva ritrattato dichiarando di essere stata spinta, per poi tornare a sostenere la tesi dell’atto volontario.

Ed è in base a questo turbinio di dichiarazioni contrastanti che il sostituto Procuratore Mariotti ha deciso di procedere di propria iniziativa a disporre l’autopsia anche in assenza di una denuncia dei familiari della donna. —



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