Il Tirreno

Versilia

Nacque settant’anni fa a Viareggio il primo Vespa club italiano

Simone Pierotti
Nacque settant’anni fa a Viareggio il primo Vespa club italiano

Il 23 ottobre del 1949 all’Hotel Belmare il raduno che sancì il battesimo dell’associazione

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VIAREGGIO. Audrey Hepburn e Gregory Peck l’hanno celebrata guidandola nelle scene più famose del film Vacanze romane. Grazie a lei, poi, un giovanissimo Cesare Cremonini – con gli ormai defunti Lùnapop – scalò la classifica dei singoli più venduti in Italia con la hit 50 Special. Intramontabile icona del Made in Italy, la Vespa conta oggi 564 circoli di fedelissimi a lei dedicati. Con una curiosità, di cui forse non tutti sono a conoscenza: il Vespa Club d’Italia è ufficialmente nato a Viareggio.

Successe settant’anni fa: era il 23 ottobre 1949 quando all’Hotel Belmare – l’attuale President – si tenne il primo congresso nazionale che sancì la costituzione dell’ente che ancora oggi coordina le attività dei vespisti. Le origini dello scooter diventato un mito anche fuori dall’Italia risalgono al 1946: l’ingegnere aeronautico Corradino D’Ascanio lo progetta, Enrico Piaggio lo brevetta.

Inizialmente la Vespa si rivela un lusso per pochi: nei primi due anni di produzione costa 65mila lire, decisamente fuori dalla portata di un operaio che in media ne guadagna 10mila. La possibilità del pagamento, tuttavia, dà vita a un’autentica motorizzazione di massa. E anche ai primi “gruppi vespistici” che spuntano spontaneamente a partire dall’estate del 1947. Canalizzare questo entusiasmo in un ente ufficiale diventa quasi una necessità.

E così i delegati di ventisette club si radunano a Viareggio. Il congresso si apre la mattina di sabato 23 ottobre con i saluti del sindaco Antonio Garboli: i partecipanti approvano lo statuto e il Vespa Club d’Italia assume così la sua veste ufficiale. A mezzogiorno, al termine della sessione mattutina, viene offerto un vermut d’onore ai congressisti dall’Azienda di soggiorno della Versilia.

I lavori, che «si sono svolti in un’atmosfera di fattiva cordialità e di pronta comprensione» come riporterà la rivista ufficiale della Piaggio, proseguono nel pomeriggio con l’elezione del consiglio direttivo che si riunisce il giorno successivo. Presidente è il giornalista milanese Renato Tassinari, uomo di fiducia di Enrico Piaggio: già redattore della Gazzetta dello Sport e direttore de Il Littoriale (oggi Corriere dello Sport) prima della guerra, a cui partecipò come inviato speciale della Regia Marina e capitano macchinista sul fronte albanese, è l’addetto stampa dell’azienda. Il congresso si conclude con la visita dei delegati agli stabilimenti di Pontedera.

Un legame forte, quello fra lo scooter e la città del Carnevale – a proposito: al Museo Piaggio è esposta la maschera isolata “La vespa truccata”. Tant’è che ogni dieci anni, a partire da quel 1949, il congresso nazionale dei club d’Italia si svolge qui. E poi all’esterno del President c’è una targa a ribadirlo. Già: a Viareggio è successo anche questo. —
 

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