Sicurezza
La Madonnina diventerà un approdo per superyacht
Via libera alla ristrutturazione del porticciolo ICare affida a Navigo lo studio per i lavori da effettuare
Barche sempre più grandi ormeggiate alla Madonnina, approdo turistico gestito dalla Viareggio Porto, oggi nelle mani di ICare. La società del Comune di Viareggio si è affidata a Navigo, Centro per l'innovazione e lo sviluppo della nautica toscana, per il progetto di recupero dell’approdo, progetto che poi sarà messo a gara per la realizzazione dei lavori. Tra le prime indiscrezioni, l’intenzione di procedere con il ripristino del pontile numero 9, creando una struttura che risponda ai requisti originari: frangiflutto per mettere in sicurezza l’approdo dal moto ondoso e pontile di ormeggio per le barche più grandi. «Il pontile frangiflutti, sia pure nella sua limitata efficienza, costituisce un parziale smorzatore dell’agitazione interna portuale, imprescindibile per lo stazionamento delle imbarcazioni valutato almeno fino al pontile 6», si legge nella relazione tecnica messa a punto per l’Autorità portuale regionale dall’ingegnere Maurizio Verzoni, della “Prima ingegneria Stp” di Livorno.
La stessa relazione che calcola in 1.200.000 euro (più 100mila per lo smantellamento del manufatto esistente) il costo della realizzazione di un pontile numero 9 (15 metri di lunghezza) realizzato come «un molo a cassoni antiriflettenti sul lato esterno ed interno», unica soluzione vista come unica soluzione per dare all’approdo « quella tranquillità che il frangiflutti galleggiante non ha mai assicurato». Dato che - ricorda l’ingegnere - «il pontile frangiflutti, oltre alla poca efficienza che ha riscontrato, ha subito un deterioramento rapido e notevoli costi di manutenzione, senza peraltro dare la redditività dell’accosto delle imbarcazioni».
Il compito di Navigo è quello di produrre lo studio di fattibilità definendo l’assetto della nuova Madonnina. Poi sarà ICare a bandire i lavori, salvo che i tempi per la nascita della nuova società ICare- Regione Toscana sia più rapida di quello che sembra oggi, avendo la Regione spostato al 2020 lo stanziamento del milione necessario alla costituzione.
Certo che, nell’ipotesi sempre sostenuta sia dal Comune di Viareggio che dalla Regione stessa, i privati che si ritroveranno a vedersi affidata la gestione della Madonnina e la realizzazione del Triangolino, sull’approdo esistente non dovranno spendere un euro.
Uno degli interventi da sempre più urgenti per la Madonnina è il ripristino dell’impianto antincendio, con un costo stimato di circa 80mila euro.
Da aggiungere, un costo di 75.000 euro per ogni pontile galleggiante di 105 metri ipotizzando il riutilizzo di corpi morti, catenarie, arredi di banchina esistenti. «Giova ricordare», scrive l’ingegnere Verzoni, «che la stima di vita residua dei pontili è collegata ad assidue opere di controllo in acqua del loro stato, sia ai fini della pubblica incolumità che per intervenire immediatamente su eventuali cedimenti strutturali che potrebbero compromettere l’efficienza dei pontili e condurli rapidamente a fine vita».
In miglior stato si trova il pontile di collegamento: la stima è di 73.000 euro per il ripristino. Non così si può dire di catenarie e corpi morti, cassoncini di galleggiamento e agganci sotto pontili definiti «in un diffuso stato di usura. Si valuta che il costo di fornitura e posa in opera di tutti i ritegni subacquei incida per circa 25.000 euro a pontile».
Il costo totale indicato dal tecnico incaricato dalla Autorità portuale ammonta a 2.253.000 euro nella ipotesi che comprende anche la sostituzione di tutti i pontili «con riutilizzo di accessori» e delle catenarie e corpi morti nel loro totale. —
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