Gioco
Premio alla carriera all’artista Gustavo Aceves alla Biennale di Firenze
Lo scultore messicano da anni vive e lavora a Pietrasanta, la Piccola Atene della Versilia
PIETRASANTA. «È un premio che mi arriva direttamente dall’Umanesimo e dal Rinascimento e che, grazie a Lorenzo il Magnifico, avrebbe espresso Leonardo da Vinci, Michelangelo e tanti altri artisti». Con queste parole lo scultore messicano Gustavo Aceves, che da anni vive e lavora a Pietrasanta, ha ricevuto ieri il premio internazionale alla carriera “Lorenzo il Magnifico” nell'ambito della 12ª “Florence Biennale, mostra internazionale di arte contemporanea e design”, visitabile fino a domenica prossima alla Fortezza da Basso di Firenze.
Il premio gli è stato assegnato «per avere magistralmente rappresentato, attraverso la scultura, frammenti di storia dell'umanità che evocano valori di civiltà e al tempo stesso veicolano un monito a non ripetere gli orrori verificatisi nella storia dell'umanità e delle sue migrazioni».. «È un premio non solo alla mia carriera - ha commentato Aceves - ma anche al progetto Lapidarium che parla di pace e giustizia e in cui sono impegnati tanti amici, cui dedico questo importante riconoscimento».
L’artista con “Lapidarium” ha voluto creare una colossale opera dedicata all’autocoscienza dei popoli, dove ogni singola scultura rappresenta un frammento della storia dell’umanità, per non dimenticare gli orrori commessi nel passato e perché, nel suo insieme, costituisca un monito a non ripeterli più. Un messaggio attraverso il quale rinascere migliori.
Attingendo all’archeologia, alla mitologia, alla storia dell’arte, l’opera di Aceves riflette sul rapporto che da millenni lega nella storia l’uomo e il cavallo. Con una consapevolezza: il cavallo ha reso il mondo conosciuto più piccolo, meno difficile da esplorare. Aceves fa rivivere in “Lapidarium”, attraverso una sua originale rivisitazione, la visione di quanto il cavallo sia ancora oggi il simbolo di ciò di più bello e nobile abbia realizzato la cultura figurativa.
Alla cerimonia di ieri mattina è intervenuto anche il neo ambasciatore del Messico in Italia, Carlos Garcia de Alba, che si è detto «tre volte fortunato di questa occasione: primo perché sono appena atterrato in Italia come ambasciatore e il primo atto pubblico lo compio a Firenze; secondo perché il primo atto pubblico riguarda la cultura che ha inventato il miglior linguaggio che si possa usare al mondo; terzo perché finalmente ho conosciuto il maestro Aceves».
Alla premiazione erano presenti i fondatori di Florence Biennale, Piero e Pasquale Celona, il direttore generale Jacopo Celona, e Melanie Zefferino, curatrice della sezione arte. —
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