Il dolore
Sicurezza in spiaggia anche nei mesi freddi
L’esperto Genovali: i turisti fanno ancora il bagno e rischiano «Due isole con i bagnini e una moto d’acqua per tutelarli»
FORTE dei marmi. Al Forte, chiusa la stagione (ma non chiusi tutti i bagni, perché almeno il 30% sarà ancora aperto fino di primi di novembre) si continua a discutere dei rischi della balneazione fuori... tempo che ha fatto segnare, solo poche settimane fa, l’ennesima vittima: una turista tedesca. Le belle giornate, sia pure a sprazzi di questo periodo, fanno sì che tanti turisti, ospiti negli alberghi usati da base per varie mete della Toscana, finiscano inevitabilmente in spiaggia. Il nostro mare è per loro un’irresistibile calamita e si buttano all’avventura, anche nel tardissimo pomeriggio o perfino al mattino prestissimo, prima di prendere l’autobus per andare a Firenze, a Siena e nelle località previste dal loro viaggio. E sono spesso persone molto giovani o anziane che non fanno una giusta valutazione dei rischi.
Sia l’Associazione dei balneari fortemarmini, sia gli albergatori hanno raccolto le preoccupazioni di tutti di fronte ai rischi della spiaggia frequentata senza troppe cautele, e sia il presidente dei balneari Martino Barberi che quello degli albergatori Paolo Corchia si sono già detti disponibili a collaborare con le autorità per una campagna informativa e per mettere in atto quanto necessario per evitare che un’imprudenza si trasformi in tragedia. Sull’argomento interviene anche Gianluca Genovali, formatore della Società nazionale di salvamento, un vero esperto che prepara i bagnini delle nostre spiagge.
«Il problema della sorveglianza dell’arenile a termine della stagione balneare – spiega Genovali – deve partire dal fatto che restano aperte solo alcune decine di stabilimenti su un centinaio e questi sono organizzati con un servizio di sorveglianza basata esclusivamente sulle prescrizioni dell’ordinanza per la sicurezza balneare. Però è un fatto non raro che con qualsiasi tempo, soprattutto i turisti stranieri facciano il bagno senza troppe cautele. La nostra proposta perciò è che tramite l’associazione albergatori venga predisposto un vademecum plurilingue sulle nozioni più elementari di comportamento e sicurezza in acqua, che venga dato ai loro ospiti e soprattutto ai capigita. Inoltre in accordo con l’Unione bagni crediamo si debbano prevedere in futuro per questi periodi due isole blu, sul modello francese, dove vengano individuate delle postazioni, una a levante e una a ponente, dove sia costante la presenza di assistenti di salvataggio anche quando gli altri bagni sono chiusi. Quindi con apposita segnaletica e informazione, durante questo periodo, si potrebbero indicare proprio queste due isole blu come zone di balneazione sicura cui direzionare questi turisti. Infine con il coinvolgimento della Compagnia della Vela, che risulta essere baricentrica rispetto a tutti i bagni, servirebbe il posizionamento di una moto d’acqua come mezzo di protezione civile per l’attività di sorveglianza durante il periodo della stagione balneare ed il periodo facoltativo di apertura, moto che potrebbe intervenire celermente. Peraltro – conclude Genovali – dai dati in nostro possesso il numero delle moto da salvataggio nei bagni il prossimo anno si ridurrà ed è per questo che solo tramite una sinergia tra le varie categorie turistiche, e associazioni come la Compagnia della Vela, e la Società di Salvamento potremmo dare delle risposte concrete a questo problema che riguarda la salvaguardia della vita in mare». —
Angelo Petri
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