Sicurezza
Ritardo sull’accordo per i tubi salva-mare «Ma a maggio ci saranno»
Nei prossimi giorni la Regione manderà una nuova bozza dell’accordo senza la clausola che lascia a Viareggio l’onere della spesa in caso di ritardi
viareggio. «Qualcosa non ha funzionato nella comunicazione tra gli uffici». È questa la ragione data dalla Regione per cui il Comune di Viareggio ancora non ha siglato l’accordo per gli spandenti a mare sulla Fossa dell’Abate, i tuboni che dovranno portare l’acqua del torrente lontano dalla riva e quindi allontanare il pericolo dei divieti di balneazione.
«La questione - spiega l’assessore all’Ambiente Federica Fratoni - è che nell’accordo c’è una clausola, che per la Regione è standard, per cui se ci saranno dei ritardi nella realizzazione il costo complessivo dell’opera ricade sull’ente attuatore, ovvero il Comune di Viareggio».
Un dettaglio che all’amministrazione Del Ghingaro non vuole accettare, considerando che l’intero ammontare dell’opera è di 400 mila euro (200 dei quali a carico di Firenze e i restanti da dividere tra Camaiore e Viareggio). La bozza dell’accordo era stata inviata agli uffici viareggini ad aprile ma il problema è venuto fuori solamente ieri quando si è riunito il tavolo della Balneazione a cui erano presenti tutti gli enti che hanno firmato l’accordo di programma sul mare pulito.
«Evidentemente ci sono stati dei problemi di comunicazione tra gli uffici - spiega l’assessore - ma nei prossimi giorni manderemo la nuova bozza del documento in modo che Viareggio possa firmare. Evidentemente questo ritardo ci costringe a correre nelle fasi successive della realizzazione. Tuttavia io credo che siamo ancora in tempo per salvare la prossima stagione e credo che a maggio saremo pronti con gli spandenti».
L’opera, lo ricordiamo, è solamente una soluzione tampone. Per risolvere il problema del mare sporco servono i lavori del gestore Gaia che, assicurano da Firenze, stanno procedendo.E poi c’è il nodo sul peracetico: «La sperimentazione è solo sospesa - conclude Fratoni - l’Istituto superiore di Sanità ha richiesto un incontro con Asl, Università e Arpat per parlare dell’acido. A questi incontri ci vogliamo essere noi come rappresentanti degli enti locali. Il tavolo tecnico si farà e non è detto che la sperimentazione non riparta. Finora avevamo utilizzato l’acido solo nelle idrovore, se avessimo anche il sì dell’Iss, potremmo cominciare anche a sperimentare in alveo». —
Cesare Bonifazi
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