ICare, 3mila contenziosi chiusi entro la fine 2019
Su un totale di circa 5mila aperti con la società interamente pubblica Che non incassa e viene condannata anche al pagamento delle spese
Per la fine del 2019 dalla Commissione tributaria provinciale saranno passati tremila ricorsi contro ICare, la società di riscossione tributi del Comune di Viareggio, dei 5mila pendenti. «I contenziosi di fronte ai giudici tributari di Lucca durano 5 minuti», racconta al Tirreno il commercialista Riccardo Bertuccelli: «Mercoledì mattina alle 9 ne erano già stati chiusi venti». Bertuccelli ha tra i clienti privati cittadini ma anche grossi gruppi immobiliari. E proprio mercoledì, i contenziosi che portava in Commissione tributaria avevano un valore di 130mila euro. Inevitabile sarà la condanna alle spese per ICare anche in questi due casi. Perché la Commissione tributaria in primo grado si è già espressa più e più volte con estrema chiarezza: la società creata nel 2016 sulle ceneri del fallimento della Viareggio Patrimonio non è titolata a riscuotere i tributi. Tanto che lo stesso Comune, pur avendo prorogato ad ICare il servizio che scadeva a maggio (si va a fine 2019) ha avviati il processo di reinternalizzazione del servizio. E non lo è perché opera in violazione del Decreto Madia, per il quale è vietato agli Enti pubblici, per un periodo di 5 anni, affidare a società interamente pubbliche - o mantenere tale affidamento - servizi che fossero svolti da altre società partecipate fallite.
È stato proprio un ricorso portato all’attenzione dei giudici tributari lucchesi da Bertuccelli, per un gruppo immobiliare, ad aprire la strada a queste sentenze, nel marzo 2017. «Il Comune di Viareggio ha fatto appello alla commissione tributaria regionale (secondo grado, ndr), ma non abbiamo ancora la data dell’udienza», continua il professionista.
In questo quadro le sentenze di primo grado si moltiplicano ed i magistrati lucchesi oggi condannano ICare alle spese. Sentenze che non si fondano solo sul giudizio in merito alla violazione del decreto Madia, ma anche - ricorda Bertuccelli - «in merito al fatto che il Comune avrebbe dovuto agire attraverso l’Organismo straordinario di liquidazione», ancora insediato in Municipio dopo la dichiarazione di dissesto datata 2014.
All’origine del caso tributi - sottolinea il professionista - «c’è la Viareggio Patrimonio». Dove hanno lavorato «funzionari come il dottor Marco Romanini, che ha dato il cuore e la sua salute per quella azienda. Ma dove operavano anche molte persone incompetenti. Tanto che oggi scopriamo che alcune pratiche sono addirittura sparite. Così mi sono sentito dire negli uffici di ICare “grazie che mi ha consegnato copia di una dichiarazione che non ho trovato».
Il risultato è che «ci sono immobili soggetti ad esenzioni i cui dati non sono transitati dalla Viareggio Patrimonio ad ICare».
Così come si verificano casi in cui «i riallineamenti delle mappe catastali hanno fatto resuscitare immobili in capo a vecchi proprietari che con quegli immobili niente avevano più a che fare. Per l’impostazione di ICare è il cittadino che deve provare che gli immobili non sono suoi. Perché la società non accetta autocertificazione». E non finisce qui: «Finisce che il cittadino deve per forza ricorrere. Perché, pur potendo agire in autotutela nei confronti di ICare, la società fa trascorrere il tempo utile per gli incontri con gli uffici, e se non si presenta ricorso nel frattempo, si perde il treno. Alla fine il professionista deve impugnare l’atto per non essere negligente nei confronti del cliente». E le spese che il cittadino deve sostenere per dimostrare di avere ragione lievitano.
Una valanga di contenziosi, insomma, per una esperienza - quella di ICare - sulla quale, alla nascita, il sindaco Giorgio Del Ghingaro così si esprimeva: «Abbiamo salvato i servizi e conservato tutti i posti di lavoro di una società fallita e con il Comune in dissesto. In Italia è la prima volta che succede».
Contenziosi di fronte ai quali, racconta Riccardo Bertuccelli, «l’ufficio tributi non si costituisce. Se lo fa, la costituzione arriva addirittura il giorno prima dell’udienza. Il che significa che riceviamo i documenti la mattina stessa in cui ci troviamo di fronte alla commissione tributaria. I professionisti hanno contestato questo passaggio».
Una storia infinita, quella della riscossione tributi affidata ad ICare, che si trascinerà per anni, visti i tempi dei ricorsi in secondo grado e poi in Cassazione. Intanto, però, i cittadini si chiedono da gennaio 2020 cosa accadrà sul fronte tributi. —
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