Gioco
Quattromila versiliesi in meno in dieci anni: il calo è superiore alla media regionale
Camaiore è l’unico comune in controtendenza. L’esperto: «Perché si spopolano le province e crescono i centri urbani»
VIAREGGIO. Siamo sempre meno. La Versilia si sta lentamente spopolando. Lo riferiscono i dati demografici dell’Istat che registra nell’ultimo decennio una progressiva diminuzione del numero di persone residenti nei sette comuni costieri della Provincia di Lucca. Un dato che è superiore alla media toscana. Occorre ovviamente fare una premessa. La popolazione invecchia sempre di più: ci sono sempre meno nascite mentre gli anziani vivono più a lungo rispetto al passato. Sul saldo dei residenti dobbiamo contare anche il numero degli stranieri, comunitari ed extracomunitari, che hanno preso in questi anni la residenza qua.
I DATI
La Versilia ha perso negli ultimi due lustri circa 4000 residente. Esattamente 3716 cittadini. Si parla di persone di qualunque età con residenza nel territorio. Così se a fine 2008 eravamo 167.072 versiliesi (doc o acquisiti) alla fine dello scorso anno eravamo 163.356 (dato aggiornato Istat al 1 gennaio di quest’anno). Come possiamo vedere dal grafico qui accanto, se il numero assoluto di “partenze” appartiene a Viareggio con 1.744 abitanti in meno, al livello percentuale è Stazzema che ha perso più cittadini. Se infatti il numero assoluto dei residenti nel comune montano erano 3.335 nel 2008, adesso sono 3.016. Un calo di quasi il 10%. Va considerato che la in Toscana, seppur lievemente, la popolazione regionale è aumentata di circa 52.500 unità nelgi ultimi dieci anni. Risultato simile a Forte dei Marmi che in dieci anni ha subìto un calo del 9%.
L'ESPERTO
La professoressa di Demografia Silvana Salvini, dell’università di Firenze, spiega come sia un fenomeno nazionale quello dello spopolamento delle province: «In generale si nota come la tendenza dei giovani sia quello di andare verso i grandi centri urbani che offrono non solo lavoro ma anche servizi - spiega - prendiamo il caso di Firenze: il comprensorio intorno al capoluogo è in continua crescita ma nel centro storico ci vivono pochi fiorentini». E i dati evidentemente danno ragione alla professoressa perché notiamo come, nello stesso periodo del nostro studio, i due centri che si trovano vicino alla Versilia hanno subito una crescita di popolazione residente. A Pisa per esempio c’è stato un aumento di quasi il 2% mentre Lucca è cresciuta del 6,7%. Non stiamo suggerendo che i versiliesi si siano spostati in queste città ma che il nostro territorio riflette esattamente la tendenza nazionale. Con un’eccezione.
IL CASO CAMAIORE
Isola felice in questo panorama sembra essere Camaiore, unica cittadina del nostro territorio che ha avuto una vera e propria inversione di tendenza. La popolazione qui è cresciuta, seppur di poco. Ci sono dal 2008 ben 780 camaioresi in più con un aumento del 2,5%. La ragione può essere ricollegata al fatto che c’è un patrimonio immobiliare più economico rispetto a Viareggio o Pietrasanta (questo spiega anche perché a Massarosa la popolazione è praticamente inalterata, -0,8%, in dieci anni). Inoltre la città di Viareggio ha dovuto fare dei tagli sui servizi a causa del dissesto.
«Abbiamo anche notato - spiega il sindaco di Camaiore Alessandro Del Dotto - che negli ultimi anni è aumentata la presenza in collina. A trasferirsi qui sono soprattutto i giovani che trovano case in affitto in posti belli, a prezzi bassi, e possono permettersi di avere qualche servizio in meno come i mezzi pubblici. Anche Camaiore ha subito uno spopolamento intorno al 2013/2014: qui c’era un terzo delle partite Iva della provincia sull’edilizia. Quando la bolla immobiliare è scoppiata, quelle persone e quelle famiglie hanno dovuto, giocoforza, andare altrove per lavorare. Anche se siamo riusciti a invertire la tendenza, il problema rimane: e non riguarda solamente la Versilia ma tutto il territorio nazionale. Il Paese non è riuscito a costruire una rete idonea di servizi : e gli strumenti a disposizione dei Comuni, come le risorse, sono inadeguati a rispondere all’esigenza dei nostri anziani che sono sempre di più, e dei giovani che devono avere uno standard minimo. Insomma Regione e Stato devono farsi carico di questo problema». —
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