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Pucciniano, cambio di contratti Lavoratori sul piede di guerra
TORRE DEL LAGO. Cambio di contratto «con decisione unilaterale» per i dipendenti della Fondazione Festival Pucciniano - dal contratto nazionale delle Fondazioni lirico sinfoniche a quello dei Teatri stabili - per uniformarlo a quello dei dipendenti della Fondazione Carnevale. Anche se è stato smentito che la decisione sia dovuta alla “rivoluzione” che l’amministrazione ha avviato in tema di riorganizzazione del Sistema culturale cittadino. La lettera, con la comunicazione della modifica del contratto datata primo settembre è arrivata un mese dopo, il primo ottobre.
Ad avere la peggio - sottolinea Massimiliano Bindocci, responsabile Uil Versilia - «saranno gli stagionali. Con il venire meno delle franchige dei vecchi accordi si può ipotizzare una rimessa di circa il 30% sul salario». E si tratta di 200 persone a fronte di 15 dipendenti fissi. La paura è che, come accaduto in parte alla Fondazione Carnevale, anche al Pucciniano «si voglia scegliere di esternalizzare».
I lavoratori - si legge nella nota che gli stessi firmano con Simone Tesi (Cgil) e Massimiliano Bindocci (Uil) - «esprimono un giudizio critico in merito ad una scelta che sembra avere l’unico fine di contenere, abbassandolo, il costo complessivo del personale, senza peraltro assicurare, quel contratto, maggiori capacità di regolamentazione e governo dell’organizzazione e dell’orario di lavoro».
Al momento, in attesa della assemblea e delle decisioni che ne deriveranno sul piano delle iniziative di protesta, «abbiamo invitato tutti quanti a diffidare l’azienda dal dare seguito ad una simile iniziativa unilaterale, pena la rivalsa nelle competenti sedi».
Alta la preoccupazione soprattutto per i lavoratori precari: «Sui tempi determinati, che la Fondazione utilizza anche al di fuori della stagione, tutti i mesi, niente ancora si sa su quale trattamento gli verrà riservato, tranne il fatto che stanno telefonando ad alcuni lavoratori, proponendogli incarichi di brevissimo periodo con la riduzione di un terzo dello stipendio finora riconosciuto. È una scusa», così continua la nota, «per cominciare a tagliare, affidando a Service esterni i lavori, facendoci rimettere, come spesso accade, i più deboli ed i precari?».
Così avvenne -ricorda Bindocci interpellato dal Tirreno - quando alla Fondazione Carnevale arrivò come commissario straordinario Stefano Pozzoli, che oggi siede nel cda del Pucciniano.
Ed infine, «non è stata ancora chiarita l’intenzione circa il contratto di secondo livello che assicurava gli strumenti di necessaria flessibilità, regolamentandoli, surrogava alcuni trattamenti, garantendo dei risparmi economici e introduceva un premio di risultato. La sola cosa che sappiamo e che il cda sarebbe contrario ad un nuovo contratto integrativo. Ovviamente non possiamo accettare posizioni simili. Il confronto deve andare avanti, ma con estrema chiarezza. La stessa che serve da parte di tutti gli attori in gioco: cda, presidente e amministrazione comunale». —
Donatella Francesconi
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