Sicurezza
Appello al Comune: via dalla piazza “La Figlia del Sole”
Nuova collocazione per la scultura donata al Forte dalla famiglia di Giò Pomodoro
ARTE E PAESAGGIO
Nei giorni scorsi la Giunta Murzi sembra che abbia dato un indirizzo alla dirigenza comunale perché vengano rimosse bacheche e cartelli che impegnavano la prospettiva che si ha da via Mazzini del Fortino e di piazza Garibaldi, dove, com’è noto, sono iniziati i lavori di ripavimentazione. Una decisione giusta e inevitabile di cui si era già parlato in passato. Ora però arriva via Fb l’appello: “Liberiamo la piazza”. E l’inevitabile oggetto di attenzione non può che essere “La Figlia del Sole”, la scultura di Giò Pomodoro donata alla città dalla famiglia dell’artista e che campeggia in piazza Garibaldi da quasi 16 anni, che potrebbe così essere collocata in altra sede.
A formulare l’augurio è Luigi Bianchi uno degli opinion-maker cittadini più seguiti sui social, tant’è che sembra che il Comune abbia già riaperto la questione. «Col completamento dei lavori in piazza Garibaldi - spiega Bianchi - mi auguro si possa ricollocare altrove la statua di Giò Pomodoro “La Figlia del Sole” che risulta fuori contesto, creando un problema visivo e prospettico rispetto al contesto in cui fu frettolosamente collocata».
La questione non è di oggi: di un primo via libera allo spostamento, infatti, se ne iniziò a parlare già nel 2013 ai tempi della Giunta Buratti, anche se per la verità di un possibile trasloco si era già parlato fin dai tempi della sua installazione nel 2012, quando fu lo stesso figlio dell’artista Bruto a dirsi disponibile a identificare una nuova collocazione da studiare assieme a quelli che furono i principali collaboratori del padre, in modo che la grande bandiera in marmo potesse trovare una sede definitiva che sarebbe piaciuta all’autore. L’opera realizzata in marmo bianco dallo Studio Angeli di Querceta e issata su un piedistallo di granito Tropical Bahia che la rende assolutamente bella e imponente risale al 1991 ed è tra le più significative dell’artista pesarese scomparso il 21 dicembre 2002, ispirata com’è alle letture di Kereny, e legata alle opere delle cosiddette superfici in tensione come le celebri “Bandiere” e la “Grande Ghibellina”. «Sapevamo – dichiarò al Tirreno, nel 2012 sempre il figlio dell’artista – che quella attuale non sarebbe stata la collocazione definitiva, per varie ragioni. La prima è che esiste una progettazione della piazza Garibaldi che è stata fatta con mio padre già defunto, e ben sapendo quanta importanza attribuisse al perfetto inserimento delle sue opere nel contesto architettonico delle piazze che le dovevano contenere, questo sarebbe già motivo che apre a varie possibilità. Inoltre anche se l’opera era stata scelta personalmente da Giò Pomodoro, specificatamente per piazza Garibaldi, oggi nessuno può dirci come l’artista avesse immaginato di posizionarla e collocarla definitivamente».
Così anni fa si ventilò l’ipotesi di spostarla nell’aiuola sulla destra della Capannina, trasformando l’opera in un vero un monumento d’ingresso del paese, ma poi la famiglia rigettò l’idea, proponendo semmai l’angolo di piazza Dante che guarda verso via Risorgimento. Ipotesi che non trovò supporto in municipio e che fece sì che “La Figlia del Sole” rimanesse davanti al fortino. —
Angelo Petri
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