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Pescatori di frodo sorpresi nel lago, maxi multa

Melania Carnevali
Pescatori di frodo sorpresi nel lago, maxi multa

I sei uomini si erano divisi in due gruppi per catturare carpe. Scoperti domenica notte dai guardiaparco appostati

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MASSAROSA. Stavano pescando, di notte, nel lago e, sicuramente, non avevano intenzione di ributtare il pesce in acqua, come invece previsto dall’ordinanza sindacale. Stavano infatti conservando le carpe in grosse vasche con ossigeno «per – dicono dall’ente Parco – portarle via e consumarle». Così due gruppi di pescatori di frodo, sei persone in tutto, di nazionalità cinese e residenti a Prato, sono stati sanzionati: 1600 euro la multa. I guardiaparco hanno anche sequestrato dodici canne da pesche, nove mulinelli e altre attrezzature. È successo domenica notte (tra il 13 e il 14 ottobre) nel lago di Massaciuccoli.

Qui, i controlli sono stati recentemente potenziati grazie all’accordo tra il Parco e il Comune di Massarosa, con sorveglianza integrata di guardiaparco e polizia municipale. L’ultimo controllo, che ha portato alla maxi multa e al maxi sequestro, è partito dalle segnalazioni di alcuni cittadini. I guardiaparco si sono appostati, di notte, in due zone diverse del lago: in località La Cava e a Botolo, entrambe nel comune di Massarosa. E hanno colto in fragrante i due gruppi di pescatori di frodo. «Stavano utilizzando sistemi di pesca non consentiti e, dopo aver catturato numerose carpe anche di taglia minima, le stavano conservando in grosse vasche con ossigenatori per portarle via e consumarle, contravvenendo all’ordinanza dei Comuni di Massarosa, Viareggio e Vecchiano», fanno sapere il Parco contattato da Il Tirreno.

L’unica forma di pesca consentita nel bacino del lago di Massaciuccoli è infatti quella no kill, che consiste nel rilasciare immediatamente in acqua il pesce appena pescato. Restano invece vietate tutte le altre forme di pesca. L’ordinanza che stabilisce il divieto di “pesca, consumo e vendita dei prodotti della pesca” in tutto il lago risale al luglio 2011, ed è stata emessa su richiesta dell’Asl e dell’istituto superiore della sanità, dopo aver riscontrato la presenza della microcystis Aeruginosa nella acque lacustri. Unica eccezione, appunto, la pesca no kill.

A fine agosto, i carabinieri forestali di Pietrasanta, hanno chiesto ai Comuni interessati di ribadire il divieto, inserendo – dove necessario – anche cartelli. I militari, infatti, a seguito di alcuni controlli nell’area, avevano potuto verificare che molti pescatori non conoscevano il contenuto dell’ordinanza; altri la conoscevano perfettamente, ma non sapevano se ancora fosse valida. Lo è. Così, il Comune di Massarosa ha fatto una nuova comunicazione.


 

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