Sicurezza
Impianto di compostaggio del verde con scarsa domanda di mercato
L’azienda dei rifiuti corre ai ripari dopo le prescrizioni e si riorganizza per arrivare ad un «adeguamento della gestione»
VIAREGGIO. «Risulta evidente che l’impianto, la cui autorizzazione scadrà nel gennaio 2020, dovrà essere oggetto di interventi sia di natura straordinaria che di adeguamento della gestione»: si parla dell’impianto di compostaggio del verde alla Morina, gestito da Sea Risorse, e la considerazione è contenuta nel bilancio 2018 della stessa società dei rifiuti pubblico/privata (Comune di Viareggio e società del Gruppo Del Pistoia).
L’analisi prosegue così: «Da opportune relazioni tecniche risulta che, soprattutto in certi periodi dell’anno, l’impianto pare risentire di difficoltà derivanti dall’obbligo di assolvere il servizio pubblico di trattamento del legno e degli sfalci provenienti in gran parte dai territori di Camaiore e Viareggio in concomitanza alla scarsa, se non inesistente, domanda di mercato che rende difficoltosi i flussi in uscita». È la fotografia di un impianto che poco rende come già da tempo messo in evidenza, conti alla mano, dal Tirreno. E resta da capire, dunque, quale destinazione abbia tutto il materiale (sfalci e legname) trattato nel sito di compostaggio alla Morina, oggi soggetto alle prescrizioni Arpat contestuali da una indagine della Procura.
«Di fronte a tale emergenza», continua il documento di bilancio, «per aumentare le garanzie di tutela e rispetto delle norme ambientali, il delegato ambientale, Francesco Garruto (il quale di Sea Risorse è stato anche amministratore delegato, ndr), si è avvalso della collaborazione di un professionista esperto e qualificato per affrontare le prescrizioni imposte dagli organismi preposti e superare le criticità gestionali emerse dalle contestazioni».
Insomma, l’azienda corre ai ripari. Consapevole, sembra di capire, delle lacune gestionali messi in evidenza anche dalle numerosi prescrizioni ricevute dagli organismi competenti proprio su questo aspetto. Tanto che tra le prescrizioni si legge che l’azienda dovrà «adeguare o sostituire il software di gestione del registro di carico e scarico rifiuti perché preveda la possibilità di tenere sotto controllo i carichi di rifiuti presenti in impianto ed avvisi del superamento della quantità massima consentita, in modo da non accettare nuovi carichi». Il report che il software dovrà produrre deve prevedere, tra le altre cose, anche «i quantitativi presenti in impianto su base settimanale». —
D.F.
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