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Gatti impallinati a Quiesa

Gatti impallinati a Quiesa

L'appello di una giovane che ha sporto denuncia: «Aiutatemi a trovare chi li sta torturando»

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QUIESA. Lancia un appello su Facebook, perché non sa più cosa fare. Dopo due denunce cadute a vuoto, dopo le telecamere installate all’esterno delle casa che nulla hanno ripreso, confida nella pressione del vicinato. Che anche gli altri, insomma, la aiutino a vigilare, a beccare in fragrante chi da tempo sta torturando i suoi gatti sparandogli piombini a distanza con una carabina.

«Non ne posso più. Non riesco più a sopportare tanto dolore – dice al Tirreno - Era già successo quattro fa. Ora sta succedendo di nuovo. Ho due gatti impallinati che continuano a tornare a casa con ferite». La giovane ha fatto denuncia contro ignoti ai carabinieri di Massarosa ma, dice lei, «non possono fare niente fino a che non lo becchiamo in fragrante, cosa impossibile visto che si nasconde dietro il cespuglio di casa tua». 

I casi sono stati diversi. Tre, in totale, i gattini colpiti. La giovane sostiene di sapere anche chi sia la persona autrice di questi gesti, ma non avendo prove non può denunciarla con nome e cognome.

Anche risalire a lui attraverso un eventuale porto d’armi non è possibile, dal momento che viene utilizzato un fucile ad aria compressa di libera vendita. Le carabine possono essere trasportate in tutta tranquillità sul territorio purché riposte in appropriata custodia e scariche di piombini. La giovane ha provato anche, dice, «a installare le telecamere esterne ma anche loro non sono servite a niente». Risultato: «Ho un gatto impallinato e stasera (sabato 12 per chi legge, ndr) uno ferito, sempre con carabina, con dolori atroci. Dovrò aspettare domani mattina la veterinaria».
 

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