Il Tirreno

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Primi risultati di Ersu: la differenziata sale ma ci sono proteste

Cesare Bonifazi

Rimangono disagi ed episodi di abbandono in campagna Il sindaco: «Cerchiamo di migliorare quotidianamente»

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L’impatto è stato un po’ traumatico: il passaggio da Sea a Ersu ha avuto alcune resistenze nella popolazione camaiore. Soprattutto in coloro che per la prima volta avevano a che fare con la raccolta differenziata porta a porta. Ma la terapia dello choc ha avuto la sua raison d’etre perché il passaggio al porta a porta spinto ha creato immediatamente un riscontro nei numeri della raccolta, che da qualche anno erano fermi a un livello di poco inferiore al cinquanta percento.

Sono arrivati infatti nei giorni scorso i primi dati che raffrontano i primi risultati di Ersu con quelli di Sea. Sono solamente i primi riscontri ed è pensabile che non possano far altro che migliorare. La percentuale di rifiuti differenziati dunque si attesta poco sopra l’80%. Un risultato che cozza con quello precedente, considerando che i dati prima del 30 settembre registravano livelli inferiori al 50%.

E non potevano non essere soddisfatti gli amministratori: «Siamo ancora in una fase di messa a punto del servizio. Stiamo raccogliendo le segnalazioni e migliorando quotidianamente precisione e puntualità dei ritiri - le parole del sindaco Alessandro Del Dotto e dell’assessore all’Ambiente Sara Pescaglini - Nonostante ciò i dati che abbiamo sono davvero eccezionali e per questo dobbiamo ringraziare i cittadini che hanno saputo interpretare questo passaggio come un’occasione ed Ersu che ha dimostrato sul campo una capacità operativa superiore alle attese. In particolare vi è un dato che sottolinea come l’estensione totale del porta a porta fosse l’unica strada percorribile per raggiungere gli obiettivi di legge, la qualità del rifiuto differenziato, l’efficienza economica del servizio e soprattutto la cura dell’ambiente: la produzione di RUR (rifiuto indifferenziato che viene conferito in discarica) si attesta intorno alle 54 tonnellate in questi primi giorni».

Nello stesso periodo del 2018, secondo i dati forniti dal Comune di Camaiore, erano state 242 le tonnellate. Un calo di 188 tonnellate che corrispondono a un taglio del 75% «che ha ricadute positive anche in termini economici», dicono. Secondo i calcoli di piazza San BErnardino, il risparmio settimanale supererebbe abbondantemente i 25mila con un costo per il conferimento poco inferiore agli 8mila (dodici mesi fa questa voce pesava per la settimana di riferimento 35.670 euro).

Ma non tutti hanno capito esattamente come funziona, in particolare coloro che su Lido di Camaiore hanno la seconda casa che non sanno come conferire i rifiuti. Il problema lo solleva Andrea Masatto, cittadino fiorentino che ha casa in Passeggiata: «Finito il weekend non so dove buttare il mio sacchetto dell’umido visto che il ritiro è previsto martedì - dice al Tirreno - ma ci sono un sacco di altre criticità: ci sono dei proprietari di seconde case che gettano i propri rifiuti nei cestini pubblici. Inolter è estremamente difficoltoso conferire il Verde perché bisogna portarlo direttamente a Pietrasanta. Insomma, così non va bene».

Riguardo a questo problema l’amministrazione fa sapere che «esclusivamente per l’utenza delle seconde case è stata attivata in piazza Marta Abba (nella zona che porta all’ingresso dell’autostrada) un’isola ecologica automatizzata, utilizzabile seguendo una procedura di registrazione sul display». —

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