Sicurezza
Ex piscina comunale, lavori a partire dal gennaio 2020
Il nuovo proprietario, Franz Bordin, deve vedersela anche con la normativa post crollo del ponte Morandi per il calcestruzzo precompresso del tetto
Riaprirà a settembre 2020 la (ex) piscina comunale, con delle novità. L’impianto era andato all'asta dopo il fallimento della Viareggio Patrimonio ed è stato acquistato dalla Aquasalus di Milano nel giugno 2018, per 640mila euro. L’impianto sportivo, ormai privato, è chiuso da tre anni e a questo punto preda del degrado. A parlare del futuro è il suo nuovo proprietario Franz Bordin, presidente della cooperativa milanese divenuta proprietaria effettiva solo lo scorso maggio, al termine di lunghi passaggi burocratici. Bordin conferma la tempistica indicata al Tirreno a fine luglio scorso e spiega che investirà circa un milione di euro per il recupero della struttura, a partire dai lavori urgenti al tetto, finito nella normativa seguita dopo il crollo del ponte Morandi in materia di scadenza del calcestruzzo precompresso.
La riapertura della piscina in Darsena è attesa dagli amanti del nuoto e dalle società agonistiche rimaste di fatto senza una struttura in questi anni. Ma gli spazi a disposizione ed i prezzi non saranno gli stessi di prima, anche se la vocazione sarà quella di un impianto alla portata di tutti, come auspica lo stesso Bordin.
«In questa fase stiamo lavorando al progetto di riqualificazione dell'impianto», racconta Bordin: «A gennaio dovrebbero iniziare i lavori per essere ultimati a settembre 2020, così da riaprire la piscina che confermo rimarrà intitolata ai tre servitori dello Stato purtroppo uccisi. E come detto allo stesso "patron", Giovan Battisti Crisci, quando acquistammo la piscina, vogliamo riportare il Meeting di nuoto a Viareggio».
Ammortizzare la spesa per il recupero dell’impianto, continua Bordin, «non sarà semplice, anche perché quando abbiamo acquistato all'asta fallimentare l'impianto non eravamo a conoscenza che sarebbe stata realizzata un'altra piscina a Viareggio. Da addetto ai lavori credo che una città di 50mila abitanti effettivi non possa sostenere economicamente due piscine e per i costi gestionali che dobbiamo sostenere ritengo che il maggior rischio sarà per quella comunale. Intendo chiamarla sempre così, perché è nostra intenzione mantenere gli stessi servizi di prima, a disposizione dei disabili. A tal proposito abbatteremo gli ostacoli esistenti. Poi sarà disponibile per le scuole, i giovani, le società sportive del cittadino medio. Per cercare però di pareggiare i conti è inevitabile che ci debbano essere dei ritocchi nelle tariffe rispetto a prima, ma sempre concorrenziali e alla portata».
Il costo per la gestione dell’impianto - sono i conti di Bordin - ammontano a «circa un milione di euro, cifra che comprende acqua, 'energia elettrica, calore. L’idea è realizzare impianti fotovoltaici per risparmiare. Va poi aggiunto il costo del personale e della manutenzione, che sarà continua per le dimensioni dell'impianto. Per cercare di pareggiare questi costi la frequenza annua dovrà essere di 4500-5mila persone, ci riusciremo? È questo il rischio a cui andremo incontro, sarebbe un peccato dopo quanto speso dover essere costretti a chiudere, in questo caso però i viareggini non ci rimetterebbero, perché un'alternativa alla nostra piscina l'avrebbero comunque. D'altra parte in regime di libero mercato non possiamo pretendere l'esclusiva, però torno a ripetere che gli spazi per due piscine a Viareggio, secondo me, non ci sono». —
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