Sicurezza
Addio a Marcello Giannecchini, ex vicesindaco mazziniano
Storico segretario del Pri, fu amministratore durante la giunta Pezzini. Fu anche dirigente della Uil. L'ex collega: "Maestro di politica e nel sindacato"
CAMAIORE. Se ne è andato all’età di 86 anni, Marcello Giannecchini, ex vicesindaco di Camaiore negli anni Ottanta, ed ex sindacalista della Uil. Un mazziniano di ferro che riuscì a convincere pure un monarchico a far installare un busto di Mazzini in un parco pubblico, nella pinetina del Viale Kennedy accanto al Bar Liù. Il monarchico era Alessandro Santini, all’epoca vicesindaco di Camaiore e oggi consigliere comunale a Viareggio. «Avevo già fatto ripristinare il monumento a Re Umberto I alla Badia, quando una mattina il nostro buon Marcello, mi trova all’edicola del Secco - racconta Santini -. Mi chiede se voglio andare a vedere un pezzo d’arte, d’epoca, nascosto e mai reso pubblico, senza dirmi di cosa si trattasse. Mi porta al Molino di Via Aurelia, allora ancora aperto e funzionante, accanto al ristorante Clara (dei figli, ndr). Si entra subito nello stanzone al piano terra, tra macchinari e sacchi di farina. Marcello sposta dei sacchi e nel mezzo intravedo una enorme testa. Lo riconosco immediatamente: è uno splendido busto di Giuseppe Mazzini. Bello, ma bello, aiutatemi a dire bello e fatto bene, che subito gli dico "dove lo mettiamo? ". Ci guardiamo negli occhi, l’intesa si trova subito».
Arrivò nella pinetina di Lido dopo poco. Nato nel 1933, Giannecchini fu funzionario, dirigente politico e segretario del Partito repubblicano italiano di Camaiore, dal 1958 al 2003, poi lasciò il Pri e convinto sostenitore della lista regionale e nazionale di centro sinistra Uniti nell’Ulivo, nel 2004 si iscrisse al Movimento repubblicani europei del quale fu attivista e dirigente fino al 2006. Fu anche consigliere comunale del Pri negli anni’60 e dal 1982 al 1986, quando, nell’amministrazione guidata da Fabio Pezzini, ricopri l’incarico di vice sindaco e assessore allo sport e per pochi mesi sindaco pro-tempore. «L’edera repubblicana ce l’avevi scolpita nel cuore - lo ricorda Federico Pedonese, consigliere comunale di Camaiore e suo cugino di secondo grado - e, ad ogni cena che organizzavamo per riunire i compagni democristiani dell’epoca, ogni occasione era buona per rimembrare i vecchi tempi che furono: le famose cene dei "Formosetti" nel corso degli anni si erano trasformate in un’adunanza di democristiani, repubblicani, socialisti e compagni. E, davanti a una buona bottiglia di vino rosso, perché ovviamente per te il vino era solo rosso, gli aneddoti di quegli anni erano decantati all’infinito, come quella volta che in missione per il Comune a Firenze, ti recasti, per non gravare troppo sulle casse comunali, a fare uno "spuntino", chiamiamolo così, dal celebre Pinchiorri e, quando l’allora sindaco ti chiese spiegazioni, tu gli rispondesti "E certo che ci sono andato Fabio, Pinchiorri è nell’elenco raccomandato dei ristoranti della regione Toscana! " . E giù a ridere tutti».
Giannecchini fu anche funzionario dirigente - sindacalista della Uil, segretario di categoria per i settori edilizia-marmo, cartai, calzaturieri e consulente previdenziale al Patronato Ital dal 1970 al 1996. «È stato per me, in questi trent’anni, un padre, un amico fraterno, un maestro in politica, nel sindacato e nel patronato e un collega eccezionale - lo ricorda Elio Bianchi, del Pd di Camaiore e consulente del lavoro -, ma è stato per tutti sempre, in modo formidabile, uomo sensibile, generoso e disponibile per i problemi personali di tutti i giorni e per quelli della comunità sia a Camaiore che in tutta la Versilia».
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