Gioco
Oltre duemila partite Iva non rispettano l’obbligo di accettare pagamenti bancomat
Non si sono ancora dotate di Pos nonostante sia previsto dalla legge. Così la novità del governo rischia di rimanere al palo
VIAREGGIO. Doppi bonus per chi paga con il bancomat. Incentivi su incentivi per chi aiuterà lo Stato a combattere l’evasione fiscale. Questo, perlomeno, è il progetto del governo giallorosso messo per iscritto con la nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza). Peccato che, se e quando diventerà realtà, la Versilia dello shopping e dello spendi e spandi non sarà pronta ad accoglierlo. Sono oltre duemila, il 20 per cento del totale (secondo i dati forniti dagli istituti di credito) le partite Iva che non si sono ancora dotate di Pos (il dispositivo che consente di effettuare pagamenti mediante moneta elettronica), nonostante sia obbligatorio. Tra loro ci sono soprattutto idraulici, elettricisti, giardinieri, ma anche liberi professionisti, commercianti, ristoratori. . L’obbligo è stato introdotto nel 2012 dal governo Monti. La legge di Stabilità del 2016 ha poi esteso il dovere di accettare pagamenti con carte di credito, oltre che di debito, anche per importi inferiori ai 5 euro. Ma fatta la legge, trovato l’inganno. C’è infatti l’obbligo, ma non la sanzione. O meglio, ci sarebbe (sarebbe prevista una sanzione di 30 euro sia per chi non ha il Pos sia per chi lo ha ma non accetta comunque pagamenti con moneta elettronica), ma non è mai stato emanato un decreto attuativo e il Consiglio di Stato alla fine ha bloccato tutto. L’applicazione della multa adesso è in standby e il risultato è che, chi può, fa a meno del Pos.
«Ormai quasi tutti i commercianti e i ristoratori ce l’hanno – commenta Valentina Cesaretti, responsabile di Confesercenti Versilia –: rimane un dieci per cento senza. Si tratta delle piccole botteghe o di qualche bar. D’altronde il Pos ha un costo, che non tutti possono sostenere. Questa novità introdotta dal governo non andrà sicuramente a vantaggio del commercio».
I più penalizzati dall’obbligo, secondo Confesercenti, sono tabaccai e distributori di benzina, nonostante i costi si siano notevolmente abbassati e nonostante le banche stiano proponendo pacchetti e offerte. «Se fossero costretti ad accettare pagamenti con la moneta elettronica, andrebbero in perdita dal momento che pagano l’accisa che spesso equivale alla commissione – commenta il referente, Adriano Rapaioli – i distributori di benzina, di fatto, vanno già in perdita quando viene utilizzata una carta gold, dal momento che le commissioni sono ancora più alte».
Ma cosa succede adesso se un esercente o un professionista non ha il Pos? In teoria, attenendosi alla normativa, chi non è in grado di accettare un pagamento con moneta elettronica, non può reclamare la somma dovuta dal cliente, il quale potrà quindi andarsene senza saldare. Di fatto nessuno lo ha mai fatto e, forse, lo farà mai. —
Melania Carnevali
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