Il caso pranzo della mamma: il Comune chiede lumi alla Asl
VIAREGGIO. «Il Comune di Viareggio ha chiesto all’Azienda sanitaria un parere in merito possibilità del consumo del pasto da casa nel refettorio delle scuole», fa sapere l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro al termine della riunione che sè è tenuta ieri mattina in Municipio. Presenti all’incontro i dirigenti degli istituti comprensivi Marco Polo-Viani, Don Milani e Torre del Lago, gli insegnanti referenti incaricati dalla dirigente per il servizio di refezione scolastica per gli istituti comprensivi Centro-Migliarina e Darsena, il presidente del Consiglio di istituto e un genitore del comprensivo di Torre del Lago, per ICare il direttore Marco Franciosi e la responsabile del servizio refezione, Stefania Tori. Per l’amministrazione sono intervenuti gli assessori Sandra Mei e Laura Servetti. Il problema nasce -si legge nella nota diffusa - «dalla recente sentenza della Cassazione che enuncia il principio secondo il quale «un diritto soggettivo perfetto e incondizionato all’autorefezione individuale, nell’orario della mensa e dei locali scolastici, non è configurabile», vietando di fatto il consumo nel refettorio scolastico, del pasto confezionato a casa».
L’annosa questione dei pasti che i bambini consumano a scuola portati da casa si trascina ormai da tempo non solo a Viareggio: lo scorso anno, vista la sentenza del Consiglio di Stato che ammetteva il pasto da casa, gli istituti scolastici si erano organizzati con un regolamento condiviso per l’ammissione dei bimbi alla refezione. Tale regolamento, tutt’ora in vigore, non solo norma l’ingresso nel refettorio a chi porta il pranzo da casa, con tavoli e insegnanti dedicati, ma fornisce anche indicazioni ai genitori sulla predisposizione di un pasto equilibrato. Il recente pronunciamento della Cassazione ha introdotto, invece, «un elemento di confusione, tanto più ad anno iniziato».
L’amministrazione, così si conclude la nota, «ha ritenuto importante chiarire se le singole Istituzioni scolastiche possano continuare ad applicare il regolamento in vigore o, a contrario, vadano imposte altre ed ulteriori prescrizioni, soprattutto per ciò che concerne il controllo del refettorio». Questione che andrebbe posta ad ICare, visto che l’azienda che gestisce il servizio di refezione chiede “mense” separate”. —
D.F.
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