La protesta
Un museo dell’arte contemporanea nel centro cittadino
L’idea su cui sta lavorando l’amministrazione Giovannetti è di realizzarlo nell’edificio dell’ex Cooperativa
. Un museo dell’arte contemporanea nel cuore del centro cittadino. È questa l’idea su cui starebbe lavorando l’amministrazione Giovannetti: progetto ambizioso, che niente ha a che vedere con un altro progetto, quello del museo Mitoraj all’ex mercato comunale, che dovrebbe vedere la posa della prima pietra nel gennaio 2020. Tempi più lunghi, decisamente più lunghi invece, per lo spazio espositivo chiamato ad accogliere le opere di alcuni dei più grandi nomi, appunto, dell’arte contemporanea, il tutto d’intesa con collezionisti e galleristi e che dovrebbe vedere la luce – anche se la momento non c’è conferma al riguardo, ma solo voci– dalle parti dell’ex Cooperativa struttura da decenni in stato di completo abbandono e degrado che si trova a due passi dal municipio. Un edificio di grande impatto architettonico devastato dal tempo e dall’incuria. Recuperare e valorizzare uno spazio del genere costa di conseguenza molto: si parla, ma anche in questo caso si tratta di una cifra indicativa, di otto milioni di euro. Importo, se confermato, che un Comune, non solo quello di Pietrasanta, non può ovviamente permettersi: da qui un’inevitabile sinergia con il privato per un project che nel portare in dote alla città un nuovo museo di auspicabile alto livello, dovrebbe garantire allo stesso privato importanti ritorni economici visto l’investimento iniziale.
E come sempre, in operazioni del genere, si torna a parlare di un diverso utilizzo dello stadio che dopo essere uscito dall’accordo Coop-Comune potrebbe rientrare in quello riguardante appunto l’ex Cooperativa con la solita destinazione ad uso parcheggio per diverse centinaia di stalli di sosta.
Il progetto, come detto, è in divenire e potrebbe prevedere anche spazi ricreativi e commerciali, vetrine e sedi di ristoro. Ex Cooperativa che le varie amministrazioni che si sono succedute alla guida del palazzo hanno sempre messo nell’agenda dei lavori futuribili: una delle ultime ipotesi parlava, ad esempio, di un grande centro congressuale. L’opzione del museo, in questa fase, è la più accreditata: vedremo se dalle buone intenzioni si passerà anche ai fatti. —
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