Toscana
Non basteranno cinque anni per riaprire la scuola di Quiesa
I genitori infuriati per le classi troppo piccole a Massarosa: «Insostenibili». Sulla questione verrà valutato anche il calo demografico nella frazione
Si allunga all’orizzonte la possibilità che i bimbi di Quiesa possano tornare nella loro scuola. Dopo la chiusura del plesso per problemi di staticità, le possibilità che venga riaperto a breve sono praticamente nulle. Il sindaco Coluccini infatti ha deciso di chiudere il plesso dopo che le analisi avevano accertato il forte rischio di stabilità.
L’amministrazione ha trovato una soluzione provvisoria utilizzando stanze vuote o ricavate all’interno dell’edificio delle scuole di Massarosa centro. Ma l’espediente non piace molto ai genitori: «I ragazzi - dicono - sono pressati nelle aule: ci sono troppi alunni in aule troppo piccole. Nelle stanze con l’insegnamento sperimentale non arriva la rete internet. C’è sempre molta confusione sia all’entrata che all’uscita. La situazione può essere sostenuta ma soltanto nel breve periodo».
Per questo nei giorni scorsi i genitori si sono presentati all’ufficio del vicesindaco di Massarosa Franco Simonini per chiedere delucidazioni sul futuro, sperando che l’amministratore li rincuorasse sui tempi. Cosa che non ha potuto fare: «È improbabile, viste le condizioni della struttura e le possibilità ridotte delle casse comunali, che la scuola possa riaprire nei prossimi cinque anni».
La paura è ovviamente che questi cinque anni possano diventare poi dieci e che poi in realtà quell’istituto non venga mai più riaperto. Un’ipotesi che non è campata in aria considerando che i costi ancora non sono stati definiti e che rischiano di essere veramente troppo alti per un Comune che ha appena chiesto di entrare in pre-dissesto. Inoltre c’è una carenza demografica da considerare: non è detto infatti che nel momento in cui la scuola potrebbe essere teoricamente pronta, ci siano poi le iscrizioni per attivare le classi.
Un’ipotesi che sta valutando anche l’amministrazione ed è lo stesso Simonini che la paventa: «Abbiamo un’idea di creare una commissione che studi statisticamente la demografia all’interno del territorio massarosese - dice - uno studio condotto frazione per frazione, territorio per territorio. Questo ci potrà far capire quali siano le reali esigenze della popolazione nel momento in cui potremo consegnare la scuola. Questo - conclude Simonini - è il risultato ottenuto dalla precedente amministrazione e noi dobbiamo gestire questi disastri che abbiamo ereditato». A farne i conti, purtroppo, sono proprio i giovani di Quiesa che potrebbero rimanere senza scuola. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
