Il Tirreno

Versilia

L’emozione del superstite le lacrime del procuratore: Sant’Anna, un dramma attuale

Tiziano Baldi Galleni
L’emozione del superstite le lacrime del procuratore: Sant’Anna, un dramma attuale

La comunità dei lettori di “Noi Tirreno” in visita al paese che vide l’orrore della strage nazifascista. Il Pm De Paolis che istruì il processo: «E’ stato un lavoro massacrante, nell’indifferenza generale» 

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SANT'ANNA DI STAZZEMA.«Il pomeriggio del 12 agosto non so perché ma sono voluto ritornare qui. C'erano ancora i corpi dei miei genitori e della famiglia Pierotti uccisi con la pistola mitragliatrice. Non so come ho fatto, ma sono andato a prendere un secchio d’acqua e ho provato a spegnere il fuoco che stava bruciando una trave. Se ci sono riuscito non lo so».

Il coraggio e l'ingenuità di un bambino di 10 anni nel ricordo di un uomo anziano, Enrico Pieri, superstite della strage di Sant’Anna di Stazzema. Mentre parla, i circa 30 lettori iscritti alla comunità web del Il Tirreno sono come ipnotizzati. Sono sullo stesso luogo di cui Pieri racconta, in piedi nell’aia a I Franchi, dove è avvenuto uno dei tanti atti di violenza dei nazifascisti in quel 12 agosto del 1944. Toccano e osservano i muri dell’edificio che Pieri descrive: un’abitazione troppo piccola e stretta per ospitare tutti, comprese le «bestie» e gli sfollati, ma sufficiente per esserci stati tutti ammassati e trucidati dai soldati tedeschi. Pieri si salvò per miracolo con altre due bambine.

Insieme al direttore del nostro giornale Fabrizio Brancoli, e alla caposervizio della cronaca regionale Ilaria Bonuccelli, i nostri lettori – che hanno partecipato ad una delle tante visite incontro che il giornale sta organizzando per la community – hanno visitato i luoghi simbolo del Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema. La chiesina e la sua piazzetta. La piazza dedicata ad Anna Pardini, la vittima più giovane uccisa a 20 giorni di età. Il Museo della Resistenza, e gli edifici a I Franchi (donati da Pieri al comune di Stazzema per costruirci un ostello). «Sant’Anna la penso come una delle nostre città in cui abbiamo una redazione – ha detto Brancoli - una città dell’anima, una comunità, da tenere d’occhio come facciamo con gli altri luoghi. E vorremmo che avesse un aumento demografico: più persone dell’Italia e del mondo dovrebbero sentirsi cittadini di Sant’Anna e ritrovarsi in questi valori». Il direttore de Il Tirreno, emozionato, ha aperto con questo concetto l’ultima parte di quello che ha definito un «percorso di conoscenza. Quello più importante, più serio e degno». I lettori del giornale, dopo aver fatto molte domande ad Enrico Pieri, hanno ascoltato al Museo della Resistenza il racconto del secondo protagonista dell’iniziativa di ieri: Marco De Paolis, Procuratore generale militare. Colui grazie al quale si è svolto il processo che ha portato nel 2005 il Tribunale militare di La Spezia a condannare all’ergastolo 10 militari delle SS che nel ’44 parteciparono alla strage. E’ stata Ilaria Bonuccelli ad introdurre De Paolis con una domanda: «Ci racconti come ha fatto ad istruire questo processo, dopo anni e anni in cui non si è mai voluto celebrare. E come ci è riuscito senza farsi influenzare dalla vendetta ma spinto dall’obiettivo di ricostruire i fatti?». Poche frasi di risposta da parte di De Paolis, poi la voce rotta e la commozione hanno preso il sopravvento, come mai gli era successo a Sant’Anna. Il Procuratore generale della Corte militare d’appello di Roma (all’epoca di quella di La Spezia) ha ricordato questa fase come una corsa contro il tempo – perché gli imputati erano già anziani - «reinventare un ufficio con la polizia giudiziaria che potesse fare indagini ed essere bilingue, leggere decine di migliaia di documenti. E poi trovare anche i magistrati motivati». Ma l'ostacolo maggiore – ha ricordato Marco De Paolis - fu l’indifferenza generale: era diventato normale che finora nessuno avesse fatto nulla per questi fatti, e quindi farlo era anormale. E attorno continua a sentirsi il peso dell’indifferenza». Nonostante tutto, lo ha sottolineato chiaramente il Procuratore generale, «è difficile parlare e ricostruire questa parte e le mie sensazione, ma è stato il periodo più bello».

I lettori della community che erano iscritti alla visita a Sant’Anna sono i seguenti: Franco Gori, Dinora Mambrini, Leonardo Guidi, Gian Piero Moretti, Bruna Milianti, Federico Dell'Agnello, Paola Lucchesi, Aurelio Benocci, Leda Ciuci, Claudio Neri, Chiara Duranti, Gabriella Carrozzo, Giulia Spinelli, Francoise Raynaud, Doriano Borrini, Flora Colzi, Ruggero Guiggi, Laura Barletta.

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