Ai raggi X la piscina del Texas dove morì la piccola Sofia
Eseguiti i test per verificare la potenza del bocchettone dell’idromassaggio. Resta aperta anche la pista del gioco tra bambini prima dell’incidente
MARINA DI PIETRASANTA. La potenza del bocchettone dell’idromassaggio dove sono rimasti attaccati i capelli della bambina. La pista del gioco finito male all’origine dell’incidente. Sono questi due elementi chiave dell’indagine sulla tragedia avvenuta il 13 luglio scorso al bagno Texas. Con la morte di una bimba di 12 anni, Sofia Bernkopf, a funestare l’estate versiliese. Assieme ad altri due incidenti, avvenuti sempre in piscine, di cui sono rimasti vittime un bambino di 3 anni (a Torre del Lago) e un ragazzo di 19 (a Viareggio).
Ieri mattina i consulenti tecnici nominati dalla Procura di Lucca e quelli incaricati dagli avvocati che tutelano gli indagati e la famiglia di Sofia hanno eseguito alcuni test sulla piscina del bagno. L’esame è stato svolto sul bocchettone della piscina idromassaggio dove si trovava Sofia: l’obiettivo era verificare la potenza del risucchio. Perché è così importante capire quanta forza sviluppa questo bocchettone? Il rispetto dei limiti di legge sulla potenza dell’impianto è una chiave di volta dell’inchiesta e nell’accertamento delle eventuali responsabilità. I risultati, al momento, non sono ancora noti.
Che i capelli della bimba siano rimasti impigliati, bloccandola sott’acqua, è una circostanza mai confermata direttamente dagli inquirenti. Né dalla Capitaneria di porto, che ha eseguito le indagini sul posto, né dalla Procura (l’inchiesta è condotta dal pm Salvatore Giannino). Eppure sembra una circostanza data per assodata da chi sta indagando sulla morte di Sofia. Anche perché l’ipotesi del malore è stata da subito ritenuta improbabile.
La piccola sarebbe rimasta incastrata con i capelli nel bocchettone, senza riuscire a liberarsi per riemergere e respirare: un intervallo di tempo che le è stato fatale, fino alla morte avvenuta quattro giorni dopo all’Opa di Massa. Diversa, e più complicata, è la questione del gioco che potrebbe essere stato all’origine dell’incidente. Sono stati sentiti alcuni testimoni della tragedia: persone che quel maledetto sabato pomeriggio si trovavano lì al Texas.
Non è escluso che Sofia sia finita sott’acqua per una gara o uno scherzo tra ragazzini, di quelli che si sono visti migliaia di altre volte. Ma che nel caso di Sofia, figlia di due dentisti di Parma con studi anche a Roma e Vicenza, potrebbe essere stato fatale.
Gli indagati per la morte di Sofia sono sette, tra titolari dello stabilimento balneare e i due bagnini quel giorno in servizio. L’ipotesi di reato è omicidio colposo. Un ulteriore fascicolo di indagine è stato aperto dalla Procura lucchese perché i filmati delle telecamere, che avrebbero potuto chiarire molto, non si trovano più.
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