Il Tirreno

Versilia

tragedia in riva al lago 

Un ex operaio Salov muore a caccia stroncato da un malore a 61 anni

Cesare Bonifazi Donatella Francesconi
Un ex operaio Salov muore a caccia stroncato da un malore a 61 anni

Giuliano Checchi si è accasciato tra le braccia di un amico che era con lui. Inutile il tentativo di rianimarlo 

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Lutto nella comunità di Massaciuccoli. Ieri mattina è scomparso Giuliano Checchi, 61 anni, ex operaio Salov da qualche anno in pensione. A stroncarlo è stato un infarto durante una battuta di caccia al colombaccio.

La tragedia è avvenuta ieri mattina presto: Checchi, grande appassionato di caccia, si era svegliato di mattino presto e con due amici era preparato ad andare, come faceva di solito, nel capanno per prendere i colombacci che si trova tra le due cave a Balbano, appena sopra la frazione massarosese di Massaciuccoli dove Checchi viveva con la famiglia nella casa a due passi dall’area archeologica romana.

La battuta era cominciata da poco, la giornata chiara e soleggiata era ideale per stare in appostamento. Il gruppetto stava percorrendo un sentiero ripido per arrivare al capanno quando, all’improvviso, il sessantenne ha cominciato a sudare copiosamente, accusando anche un dolore al torace, localizzato nella parte sinistra del corpo.

Il dolore è cresciuto in maniera esponenziale in pochissimo tempo tanto che l’uomo si è accasciato tra le braccia di uno dei due compagni di caccia. I quali, allarmati dalle condizioni di Checchi, hanno capito immediatamente che poteva trattarsi di un attacco di cuore. Ed hanno dato l’allarme chiamando la Centrale operativa del 118 e chiedendo aiuto.

La chiamata è partita esattamente alle 7.38. Nell’attesa dei soccorsi, gli amici di Checchi hanno provato a fargli anche un massaggio cardiaco, nel tentativo di prendere tempo nell’attesa dei sanitari.

Sul posto sono intervenuti l’automedica, l’ambulanza della croce Verde di Viareggio, i vigili del fuoco ed i carabinieri. I pompieri sono intervenuti per portare l’uomo vicino alla strada: il capanno dei cacciatori infatti si trova lungo un sentiero che porta in alto verso il monte che non è accessibile dai mezzi. Una volta arrivato all’ambulanza sono stati avviati i tentativi di rianimazione. Tuttavia gli sforzi sono stati inutili perché a quel punto i volontari e i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo.

La causa del decesso, come confermato anche dalle fonti mediche, è stata un infarto che non ha lasciato scampo al cacciatore. La salma è stata quindi trasportata all’obitorio dell’ospedale Versilia di Lido di Camaiore.

L’uomo faceva parte dei Donatori di Sangue del paese e già un anno fa aveva accusato problemi di tipo cardiaco, tanto che i familiari si preoccupavano che non andasse a caccia da solo.

A ricordare Checchi è Mario Maiarelli, presidente di Federcaccia Massarosa-Quiesa, cui Checchi era iscritto. «Giuliano era, come me, un appassionato della caccia al colombaccio», sono le parole di Maiarelli: «Io ho l’appostamento dalla parte opposta al suo e ieri mattina quando sono arrivato nella zona ho incontrato la sua auto. Si tratta di una caccia complicata, da appostamento, sulle piante e non bisogna mai perdere di vista il bosco. È una caccia che non dà numeri, ma noi appassionati non interessano i numeri. Giuliano frequentava la sezione di Federcaccia, ci incontravamo la sera, ci confrontavamo con gli altri, io ero con lui in ottimi rapporti».

L’uomo lascia la moglie Sandra, la figlia Debora, il fratello Oriano e la suocera novantenne che ieri si disperava ripetendo «ma perché non è toccato a me? Perché?». —



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