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In carcere a 80 anni per porto d’armi abusivo: da tempo era introvabile
Da circa due anni aveva fatto perdere le sue tracce, nonostante, nel frattempo, il tribunale di Lucca avesse emesso una condanna nei suoi confronti a cinque mesi di reclusione e una conseguente ordinanza di carcerazione
SERAVEZZA Da circa due anni aveva fatto perdere le sue tracce, nonostante, nel frattempo, il tribunale di Lucca avesse emesso una condanna nei suoi confronti a cinque mesi di reclusione per porto d’armi abusivo e una conseguente ordinanza di carcerazione. La residenza risultava a Seravezza, ma lì gli abitanti non lo avevano più visto. . Fino a sabato, quando alcuni carabinieri della stazione locale lo hanno visto passeggiare per le strade del comune come se nulla fosse e lo hanno riconosciuto.
I militari, non solo si ricordavano dell’uomo, ma anche del fatto che su di lui pendesse un vecchio mandato di carcerazione: così lo hanno fermato e portato in caserma dove gli è stato notificato il provvedimento restrittivo.
L’uomo è quindi finito in carcere, a 80 anni. Si chiama Benito Renato Biagi, commerciante ambulante in pensione, con «diversi precedenti», fanno sapere gli inquirenti. È stato condannato in primo grado per porto d’armi abusivo (fatto relativo al 2010) e, non avendo fatto appello, la condanna è diventata definitiva.
Per impugnare la sentenza di primo grado, infatti, la parte interessata deve proporre appello entro trenta giorni dalla notifica della sentenza o entro sei mesi in caso di mancata notifica.
Lo scorso maggio quindi il tribunale di Lucca ha emesso un mandato di carcerazione nei suoi confronti. Ma l’ottantenne aveva già lasciato Seravezza da un anno. Probabilmente anche l’Italia. Stando a quanto ricostruito dagli inquirenti, si trovava all’estero. Era «irreperibile da oltre due anni» – si legge nella nota dell’Arma – quando i militari lo hanno visto per le strade di Seravezza. La pattuglia stava svolgendo specifici controlli volti alla prevenzione e repressione dei furti. E il caso ha voluto che in servizio, in quel momento, ci fossero uomini che conoscono il territorio di Seravezza e i suoi abitanti a menadito. Lo hanno riconosciuto subito.
Lo hanno fermato, portato in caserma e poi da lì in carcere dove, in teoria, dovrebbe scontare cinque mesi. In teoria, dal momento che, vista l’età, l’anziano potrà chiedere al tribunale di scontare la pena fuori dal carcere. E la richiesta verrebbe immediatamente esaudita.
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