Il Tirreno

Versilia

lido di camaiore 

Ancora nessun progetto per riqualificare l’Arlecchino

Cesare Bonifazi
Ancora nessun progetto per riqualificare l’Arlecchino

Dopo la bocciatura del Tar sul concorso d’idee l’immobile versa nel degrado Il sindaco: «Cerchiamo una cordata di imprenditori pronti a investire»

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La ruota panoramica di piazza Castracani quest’anno non ha avuto rivali in Versilia dopo la defezione di quella viareggina. Chi voleva godersi la lunga distesa di ombrelloni vista dall’alto, le Apuane come il mare, doveva arrivare all’inizio della Passeggiata lidese. Ma durante la salita verso la cima della ruota i villeggianti non hanno potuto non notare l’Arlecchino, la struttura abbandonata che tutti conosciamo, ancora inutilizzata e ancora nel degrado.

Non bastano i pannelli a coprirlo: né quelli con le immagini della nostra costa né quello di Bussoladomani che annuncia dei concerti per il 2019 (poi in realtà slittati, per ora, al 2020). L’Arlecchino rappresenta quella fastidiosa macchia in una Lido che d’estate esplode di gente e di iniziative. Un neo che ancora è lontano da essere rivalutato. L’immobile, nato come ristorante Bertacca, è diventato poi albergo Arlecchino e infine acquistato dal Comune: erano i tempi della terrazza Martini.

Ci aveva provato questa amministrazione: l’ex assessore Carlo Alberto Carrai aveva creato un concorso di idee per la rivalorizzazione dell’immobile. Il bando però ha incontrato più ostacoli che soluzioni. Ci si sono messe inizialmente le carte: il vincitore del bando difettava di alcune autorizzazioni e la palma era andata al secondo, da lì è partito il ricorso al Tar e tanto è successo che alla fine il bando è stato annullato. Era il 2017 e da quel momento non c’è stato un atto o un bando che mettesse mano a quella zona degradata a un passo dal salotto buono della frazione camaiorese. L’intenzione dell’amministrazione è di riqualificare l’immobile ma, per stessa ammissione, «è necessario ricorrere a un financing perché le risorse non ci sono».

«Non ci siamo dimenticati dell’Arlecchino - spiega il sindaco Alessandro Del Dotto - tuttavia al momento il Comune non può farsi carico della sua riqualificazione. I tentativi del passato evidentemente non rispondevano a una logica di mercato giusta quindi è giusto rivedere le scelte. Dobbiamo fare in modo che quell’oggetto sia appetibile a degli imprenditori. Sarebbe bello poter seguire il sogno delle categorie lidesi e farci un palazzo del turismo. Finora abbiamo ricevuto solamente delle offerte di riqualificazione e ristrutturazione parziale. Non credo che sia quella la strada per rendere veramente produttiva quell’area. Per questo mi piacerebbe che fare una cordata di soggetti economici della zona: potrebbero dire loro quale progetto fare (che sia una sala congressi, un ufficio turistico), dare loro l’input e da quell’idea partire per realizzarlo. Siamo aperti alle categorie - continua il primo cittadino - che vogliano prendere in mano l’Arlecchino. La mia intenzione è quella di lasciare alla prossima amministrazione un progetto delineato, magari anche un bando. Non mi interessa tagliare il nastro». —aa

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