Sicurezza
False accuse ai padroni per poter far adottare i cani
Bufera sulle guardie zoofile della Kronos: chiesto il processo per 14 volontari Fra i reati ipotizzati dalla Procura la violenza privata e la sostituzione di persona
Sotto inchiesta della Procura di Lucca l’associazione Guardie zoofile Kronos, con sedi a Viareggio e Lucca. Sono 14 gli avvisi di chiusura indagine - e relativa richiesta di rinvio a giudizio da parte del pm - in notifica in queste ore ai volontari dell’associazione coinvolti nelle indagini. Tra i reati contestati, i più gravi sono associazione a delinquere, sostituzione di persona, violenza privata. «I miei clienti sono tutti sereni», dichiara al Tirreno l’avvocata difensore Valentina Tognocchi: «Aspettiamo di capire come si sia potuti arrivare ad una contestazione così pesante». Di più Tognocchi non vuole aggiungere in attesa di avere tra le mani gli atti di indagine. Ma, sottolinea il legale, «qual è il maltrattatore di animali che ammette il maltrattamento?».
Le indagini hanno preso il via dall’opposizione del proprietario di un cane, in Lucchesia, che le guardie Kronos avevano ritenuto vittima di maltrattamenti e, dunque, da sottrarre alla custodia del padrone. Da qui la ricostruzione, nel corso dell’inchiesta, di altri casi che gli inquirenti hanno ritenuto analoghi. Anche se i volontari della Kronos promettono di continuare a motivare gli interventi ed i relativi verbali con il materiale raccolto al momento delle contestazioni elevate ai proprietari degli animali.
Nel quadro complessivo delle ipotesi di reato prese in considerazione dalla Procura di Lucca anche quella che l’attività dei volontari Kronos “alimentasse” il giro delle adozioni degli animali, non solo in provincia di Lucca. Uno scenario che l’avvocata Tognocchi respinge con forza: «Per fare le staffette i volontari mettevano le loro auto, pagavano di tasca propria autostrada e carburante».
Alla notizia della chiusura delle indagini il Tirreno ha contattato anche il comandante dei volontari viareggini della Kronos, Giacomo Puppo. Il quale ha rimesso ogni comunicazione sulla vicenda al legale Valentina Tognocchi dichiarando soltanto di «non saperne niente».
Ed effettivamente sulla scrivania dell’avvocato difensore non sono ancora arrivati gli atti di indagine, ben tre faldoni di materiali raccolti dagli inquirenti ed atti relativi a tutti i casi trattati dalle guardie Kronos finiti sotto inchiesta.
L’avviso di chiusura indagini non è stato un fulmine a ciel sereno per i volontari della Kronos, quelli coinvolti e gli altri. Nel corso dell’inchiesta, infatti, alcune vicende di “sottrazione” degli animali ai legittimi proprietarie che la Procura riteneva illegittime sono state contestate dal legale degli indagati «producendo anche le fotografie». E, viene ricordato, «i verbali Kronos sono sottoscritti anche dai proprietari degli animali». Ma la Procura contesta, a questo proposito, il reato di violenza privata, ritenendo che i volontari abbiano calcato la mano con metodi che non sono quelli propri di un’attività di questo tipo.
Nei prossimi giorni, ad avvisi di chiusura indagine tutti notificati, il quadro complessivo delle vicenda ed il ruolo degli indagati si farà decisamente più netto. —
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