Il Tirreno

Versilia

in tribunale 

La Project chiede due milioni di danni all’amministrazione per l’ex scuola media

Cesare Bonifazi
La Project chiede due milioni di danni all’amministrazione per l’ex scuola media

La società che ha realizzato il plesso cita in giudizio l’ente per le perdite dovute ai ritardi sui trasferimenti dell’ex giunta

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Scuola media di Massarosa: il caso del project finisce in tribunale. Si tratta della convenzione tra l’amministrazione e la società Massarosa Project srl per la realizzazione della scuola media in cambio di trasferimenti di beni. Il Comune infatti è stato citato in giudizio per i ritardi nel trasferimento dell’immobile dell’ex media oltre che le modifiche al regolamento urbanistico con le quali sono cambiati gli indici di costruzione sullo stesso edificio. In pratica il Comune con i suoi atti avrebbe creato un danno alla società per 1.964. 472 euro (quasi due milioni). «La giunta – spiega il sindaco Alberto Coluccini – si è opposta anche solo per questioni di bilancio. Un pagamento del genere manderebbe in dissesto il Comune».

Sulla ricostruzione di come sono andati i fatti ovviamente le versioni divergono: da una parte c’è l’attuale amministrazione che punta il dito contro la gestione Mungai, dall’altra l’ex amministratore spiega di aver gestito una situazione ereditata dal passato. Quello che è chiaro è che la convenzione tra la Massarosa Project e il Comune di Massarosa risale al 2006 (giunta Larini): secondo gli accordi di allora la società avrebbe progettato, costruito e gestito il polo scolastico in cambio della cessione di alcuni immobili tra cui l’ex scuola media da destinare ad area residenziale, alla consegna del nuovo polo scolastico però non seguì l’alienazione dei beni comunali previsti nella convenzione.

«Il ritardo di tre anni nel trasferimento – sostiene la Project nell’atto di citazione citato dal sindaco – ha determinato oltre alla riduzione del valore di trasformazione dei beni ceduti a causa delle modificate prescrizioni urbanistiche, il progressivo aggravarsi finanziario derivante dagli interessi passivi maturati per l’impossibilità di provvedere all’estinzione dei finanziamenti.Nel 2010 l’amministrazione Mungai approva anche il nuovo regolamento urbanistico all’interno del quale l’area ex scuola media risultava normata con specifica scheda mediante previsioni di parametri urbanistici diversi rispetto a quelli concordati».

Dura la risposta dell’ex sindaco Franco Mungai e del segretario del Pd locale Adolfo del Soldato: «Gli atti della gara dell’epoca Larini erano così malfatti che non era chiaro se sulle somme si dovesse pagare o meno l’Iva. Ballavano decine di migliaia di euro all’anno. È per questo che ci sono voluti tre anni, e la minaccia di un’azione legale, per sbrogliare la matassa, cosa che i tecnici del comune hanno fatto con bravura chiudendo la pratica e risolvendo un grave problema. Con la liquidazione di quanto dovuto alla società di project, nel 2014, abbiamo inoltre liberato il Comune da un fardello non indifferente».

Scendendo sul tecnico, l’ex sindaco spiega che «dal punto di vista urbanistico quel project aveva visto vicende incredibili. Dopo l’aggiudicazione infatti gli indici urbanistici, col regolamento del 2007/08, erano stati aumentati a tutto beneficio del vincitore. Fatti molto gravi da un punto di vista urbanistico e della regolarità delle procedure d’appalto, che videro un’inchiesta della magistratura. Vista l’inchiesta, acquisiti pareri tecnici e legali, l’amministrazione ripristinò gli indici urbanistici messi a gara e in questo modo si è contribuito a salvaguardare i nostri predecessori da conseguenze giudiziarie più gravi. Si è garantita la definitiva acquisizione di un bene pubblico e si è consentita la partenza di un intervento che sarebbe stato fondamentale per il centro di Massarosa e sarebbe stato realizzato senza che subentrassero difficoltà economiche alla società di project».

E conclude: «Che la società le tenti tutte, si può capire in una certa logica anche se è inaccettabile; ci auguriamo però che il Sindaco e l’amministrazione abbiamo chiari i termini del problema e difendano il percorso amministrativo del Comune. Un percorso il nostro, non solo ineccepibile e dovuto, ma che rivendichiamo con orgoglio come esempio di buon governo e trasparenza amministrativa». –

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