Gioco
Fine di un’epoca: trovato l’accordo la Ponsi chiude per sempre
I lavoratori trattano sull’uscita e smettono di occupare. Nei prossimi mesi la sede della ditta sarà smantellata
VIAREGGIO. Non è un arrivederci, ma un addio. Quel marchio, Ponsi, che è stato un vanto e un’eccellenza del nostro territorio. Sinonimo di qualità, la rubinetteria viareggina è stata un simbolo in tutta Italia. Adesso quel nome e quei materiali, che da tempo non venivano più prodotti qua ma solo assemblati, scompariranno definitivamente dalla Versilia.
Si è chiuso infatti definitivamente ieri il capitolo Ponsi. Lo stabilimento, prima di Viareggio e poi di Massarosa, ha chiuso per sempre i battenti. E lo ha fatto in maniera poco onorevole per la proprietà, la Ercos di Brescia: con un’occupazione. Se infatti la produzione è terminata sulla carta lunedì, i lavoratori, che non avevano trovato un accordo sulle uscite economiche, hanno fatto muro con la dirigenza e hanno deciso di occupare la sede delle Bocchette. Giorno e notte per tre giorni i venti operai rimasti dell’azienda hanno presidiato quello che era il loro posto di lavoro per chiedere che per lo meno l’uscita fosse il più indolore possibile. Così è stato, almeno in parte. I lavoratori e una delegazione sindacale hanno infatti incontrato ieri i rappresentanti della Ercos per trattare. Sul piatto ovviamente c’erano i soldi destinati alla fine del contratto. La Ercos infatti, dopo un progressivo ridimensionamento della produzione versiliese, ha scelto qualche mese fa di chiudere definitivamente lo stabilimento e delocalizzando tutta la produzione in provincia di Brescia. Una richiesta improponibile per tutti gli operai che non potevano improvvisamente lasciare tutto per andare al nord. Una richiesta da sempre considerata «inaccettabile».
Battaglie, lotte sindacali, tavoli con il Comune e con la Regione, niente ha smosso la Ercos: nessun passo indietro di fronte a nessuna proposta conciliativa.
Così, le lancette del tempo hanno continuato a girare inesorabili fino a lunedì, quando la campanella è suonata per l’ultima volta. La data era quella stabilita per la chiusura.
Questi giorni di occupazione sono serviti per trattare: i dipendenti adesso hanno ricevuto dei soldi, non molti, per andarsene a casa e rinunciare al proprio lavoro. Molti andranno in Naspi, altri invece hanno già cercato un’occupazione part time in altre aziende.
Rimarranno solamente due o tre operai nei prossimi mesi: il loro compito sarà quello di smantellare definitivamente quello che c’è nel capannone della Ponsi. Saranno loro a fine novembre ad abbassare per sempre la saracinesca a una delle aziende simbolo di Viareggio. —
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