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Versilia

L'ospedale Versilia aumenta i controlli per isolare il super batterio

L'ospedale Versilia
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L'ospedale Versilia

Giro di vite dell0Asl sul personale, sulla pulizia degli ambienti e sui test sui pazienti: "Il New Delhi si trasmette per contatto, non vola né salta da un letto all'altro"

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VIAREGGIO. L’ospedale Versilia potenzia e rafforza ulteriormente le misure contro il super batterio New Delhi. A renderlo noto è l’Asl, che spiega di aver dato «ulteriori disposizioni per prevenire il fenomeno». Disposizioni che vanno da obblighi sempre più stringenti per medici, infermieri e operatori sanitari in generale per ridurre la circolazione del batterio, fino all’incremento dei controlli sui pazienti. Passando per una pulizia degli ambienti ancora più rigida.

«Anche all’ospedale Versilia, come in tutti gli altri ospedali dell’Asl Toscana nord ovest – si legge in una nota dell’azienda sanitaria – sono state messe in atto le disposizioni per la ricerca attiva delle infezioni correlate all’assistenza. In seguito a queste azioni conoscitive si è ottenuto un quadro epidemiologico più chiaro, per cui sono state impartite ulteriori disposizioni atte a prevenire il fenomeno. Infatti, sono stati adottati protocolli comportamentali ancor più stringenti per gli operatori sanitari che hanno ridotto notevolmente la diffusione del patogeno. Inoltre, sono stati ulteriormente estesi i test di screening, è aumentata la collaborazione con gli infettivologi per la scelta degli antibiotici e sono state rafforzate le procedure di sanificazione degli ambienti».

«Per quanto riguarda l’isolamento dei pazienti – prosegue la nota – l’Asl ricorda che in tutti gli ospedali si seguono le linee guida nazionali ed internazionali che non valgono da ora né solo per il New Delhi. Infatti, quando è disponibile una stanza singola, il paziente sta solo e sulla porta è presente un cartello tutti i dispositivi che servono per assisterlo, dunque obbligo di guanti, sovracamice, copricapo e ciò che è utile per evitare il contatto col malato. Se non esiste la disponibilità di una stanza singola si fa l’isolamento di coorte: i pazienti da isolare vengono messi insieme. Se non c’è neanche questa possibilità si fa l’isolamento funzionale: il letto si mette in fondo alla stanza, deve avere paravento, distante dagli altri. Il separé serve quindi per delimitare il diverso campo di lavoro del personale e non per garantire, di per sé, l’isolamento da contatto, infatti il germe New Delhi non vola né salta da un letto all’altro, ma viene trasmesso “per contatto”».

 

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