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Cristina Sodini: così mio padre ideò questa manifestazione in omaggio alla tradizione marinara viareggina
Viareggio. Tagliare il traguardo della decima edizione di un premio non è mai una cosa facile, il Premio Internazionale Artiglio ci è riuscito. Ma come è nata la manifestazione? A svelarlo è chi lo ha nel sangue e ha vissuto molto da vicino la nascita, lo sviluppo e la crescita del premio: Cristina "Titti" Sodini, figlia del fondatore della manifestazione il compianto Francesco Sodini. «Nella mia famiglia – racconta Titti - prima ancora del premio, l’Artiglio è stata una parte importante della nostra vita. Mio nonno Fortunato era uno dei palombari del secondo Artiglio, quello che recuperò il tesoro del transatlantico Egypt. Ricordo ancora, quando da piccola, il nonno raccontava a me e ai miei fratelli le storie della sua vita e dei suoi compagni, che a noi sembravano favole. L’idea di istituire un premio in ricordo di quei palombari, delle loro gesta e del loro lavoro e che onorasse la loro storia e i valori della tradizione marinara viareggina venne a mio padre dopo una serata in cui fu invitato, in qualità di socio del Rotary Club Viareggio Versilia, a raccontare quelle vicende».
Quella sera fu talmente emozionate che fece nascere l'idea della creazione di un premio, ma da quella idea alla realizzazione il passaggio non fu facile: bisognava pensare a tutto quanto. Francesco Sodini, con il fratello Sauro e l’amico Alberto Bargellini, si mise subito al lavoro e così, grazie anche alla disponibilità del Rotary Club Viareggio Versilia, nella primavera 2001 nacque il Premio Internazionale Artiglio, che fu assegnato alla memoria di Jacques Yves Cousteau.
«Per mio padre – continua Titti - col quale ho sempre collaborato seppur dietro le quinte, l'organizzazione del premio era un impegno molto serio. Lo considerava come un figlio, tanto che il suo sogno era farlo diventare il “Nobel del Mare”. Si è sempre prodigato affinché ogni anno fosse migliore del precedente: finita un'edizione pensava già alla successiva».
La manifestazione è cresciuta anno dopo anno, premiando sempre personaggi ed enti di altissimo livello. L’impegno diventava sempre più crescente, tanto che fra la seconda e la terza edizione nacque la Fondazione Artiglio Europa (con membro fondatore il Rotary Club Viareggio Versilia), con lo scopo di occuparsi totalmente dell’organizzazione. A dimostrazione del prestigio assunto e del carattere internazionale del premio basti pensare che ben 6 sono stati i paesi coinvolti: Francia, Belgio, Olanda, Stati Uniti, Svizzera e naturalmente Italia.
«Quando è scomparso mio padre – confessa Cristina Sodini - ho avuto il timore che tutto potesse finire con lui, ma non è stato così, anzi, il premio si è mantenuto sul livello delle edizioni precedenti e, se è possibile, è ulteriormente cresciuto. Per questo, a nome mio e della mia famiglia, ci tengo a ringraziare il presidente Alessandro Gallione e tutti i suoi collaboratori». «Ricordo ancora la sera della conferenza che tenne mio fratello Francesco al Rotary – dice Sauro Sodini - era il 1998, coinvolse anche me e Alberto Bargellini (nipote di un altro palombaro dell’Artiglio), insieme organizzammo quell'incontro portando con noi documenti, filmati, ricordi e cimeli di nostro padre e del suo equipaggio, che da sempre hanno fatto parte della nostra famiglia». — M.C.E.
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