Il Tirreno

Versilia

la battaglia per le coste 

Ghiaia sulle spiagge per fermare l’erosione I Paladini: «Dannosa»

Angelo Petri
Ghiaia sulle spiagge per fermare l’erosione I Paladini: «Dannosa»

La presidente dell’associazione che danni si batte sui temi ambientali contesta il progetto «Sarebbe la fine del turismo: chi viene qui vuole la sabbia»

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FORTE dei marmi. Partiranno entro fine anno i lavori di ripascimento dell’arenile a Poveromo, a poche centinaia di metri dal confine con Forte dei Marmi. La conferma arriva dalla presidente dei Paladini Apuoversiliesi, Orietta Colacicco.

«Abbiamo scritto all’assessore Federica Fratoni proprio per sapere quando avrebbe avuto inizio il ripascimento a sud del fosso Poveromo portando la sabbia da Viareggio. E l’assessore ci ha risposto comunicandoci che il contratto con Infrastrutture srl, cui è stato aggiudicato l’intervento, dovrebbe essere siglato il 3 ottobre, con consegna lavori entro fine anno. Purtroppo, aggiungiamo noi Paladini, con il ritardo di un anno». Da tempo c’è attesa per questo intervento sia da parte dei Paladini, e sia degli scienziati di tutto il mondo, che l’anno scorso furono relatori al Forum Internazionale del mare e delle coste di Forte dei Marmi. Perché quest’operazione – dicono gli esperti – è l’unica mitigazione possibile contro la erosione galoppante, i cui sintomi sono arrivati sulla spiaggia all’altezza del semaforo di Vittoria Apuana. Il ripascimento in arrivo è solo un primo passo, ma secondo il professor Rosi è necessaria anche una manutenzione ordinaria della costa. Bisogna pensare che nel comprensorio apuoversiliese ci sono grandi zone di accumulo che sono le imboccature e le aree sopraflutto dei porti di Viareggio e Marina di Carrara, le foci dei fiumi navigabili per il diporto di Arno e Magra e la cosiddetta “zona di convergenza” della cella che va dalla Capannina di Forte dei Marmi alla Bussola, accumuli che producono disagi ai porti, ma anche ai turisti, che per fare il bagno devono fare chilometri. Un esempio ne è la costa dei Barbari, dove addirittura per raggiungere il mare bisogna camminare per 300 metri. La raccomandazione quindi è quella di portare queste sabbie in eccesso nelle aree in erosione, quali Marina di Massa, Ronchi, Poveromo, Cinquale e sino a Vittoria Apuana. «In questi giorni però – continua Colacicco – leggiamo che la Marble Way di Carrara pensa a un ripascimento con detriti di marmo, nell’ottica dell’economia circolare, portando a ragione che le spiagge in ghiaia hanno dimostrato una elevata stabilità, anche in assenza di difese costiere. Come Marina di Pisa. No Grazie. In 20 anni, – prosegue la presidente dei Paladini – ho sentito altre volte questa ipotesi ed è proprio quello che non bisogna fare. Sarebbe la fine del turismo. Chi arriva in terra apuana e in Versilia vuole la sabbia, non vuole tagliarsi i piedi, camminando sulla spiaggia, né entrando il mare. Vuole che i bambini camminino e gattonino tranquilli. È area anche di turismo familiare. Poi non ci si lamenti se crollerà il commercio». —

Angelo Petri

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