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Salov investe per il centenario:«Nuovo marchio e alta qualità»

Sara Venchiarutti
Salov investe per il centenario:«Nuovo marchio e alta qualità»

L’etichetta storica Filippo Berio sarà lanciata anche sul mercato italiano. Sarà una linea di cinque prodotti che verrà distribuita già dal mese prossimo

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È a Massarosa, il centro da cui si irradia la produzione di olio del Gruppo Salov, tra i più grandi gruppi oleari del mondo grazie agli storici marchi “Filippo Berio” e “Sagra”.

Quella della “Società Anonima Lucchese Olio e Vino” è una storia che comincia 100 anni fa, nel lontano 1919, quando a Lucca fu fondata la società per iniziativa di Dino Fontana e di altri imprenditori del territorio. Oggi, con una tradizione centenaria alle spalle, l’azienda è presente in 75 Paesi, divisi in ben cinque continenti, con posizioni di leadership negli Stati Uniti, in Inghilterra e da qualche anno anche in Russia. Se è all’estero che si concentra la maggior parte della vendita, con un’esportazione che coinvolge almeno il 65% della produzione, non è così per la produzione.

Pur avendo filiali e manager in buona parte del mondo, il fulcro dell’attività è lo stabilimento di Massarosa, dove si concentra la maggior parte dei dipendenti (190 su un totale di 240). E proprio da qui il gruppo Salov, nell’anno del centenario, ha deciso di dare una nuova spinta in direzione del mercato italiano con importanti novità, a cominciare dall’arrivo, alla fine dello scorso anno, di un nuovo amministratore delegato, Fabio Maccari.

«Alla fine del 2014 la famiglia Fontana ha ceduto l’attività ad uno dei più importanti gruppi dell’alimentazione in Cina, la Bright Food International. La nuova proprietà ci permette una grande attenzione nella costruzione aziendale. Abbiamo investito molto nel sito di Massarosa, sia nell’ambito produttivo e tecnologico, sia nei servizi esterni alla produzione», ricorda Maccari.

Ma non è tutto: per la prima volta in Italia sarà lanciato lo storico marchio oleario “Filippo Berio”, già leader all’estero ma mai approdato nel mercato italiano.

«L’obiettivo è quello di portare in Italia un marchio conosciuto solo all’estero», afferma Mauro Tosini, Direttore Commerciale di Salov.

«Il mercato italiano è molto competitivo perché l’olio extravergine fa parte dell’abitudine di consumo di ogni famiglia italiana. Per questo abbiamo cercato di fare qualcosa che abbia rilevanza per il consumatore. E la rilevanza risiede nel “metodo Berio”, ossia una serie di microattività che devono essere realizzate per controllare l’intero ciclo di produzione, dal campo fino all’imbottigliamento, per garantire la qualità in ogni fase».

Il lancio della nuova linea di oli, composta da 5 tipologie, è previsto per ottobre. L’altra novità riguarda la seconda marca del gruppo Salov, l’olio Sagra, in circolazione in Italia già dal 1959, ma senza aver mai raggiunto un ruolo di leadership all’interno del mercato nostrano. Qualità, ma anche attenzione allo sviluppo di metodi sostenibili e alla difesa del patrimonio olivitico toscano. Sono queste le parole chiave del Gruppo Salov, che ha installato la propria azienda nella suggestiva Villa Filippo Berio a Vecchiano, dove si trova il più grande uliveto italiano a pezzo unico, con un’estensione di 70 ettari.

Qui si concentra anche l’attività di ricerca promossa dall’azienda, in collaborazione con importanti partner come il Cnr di Pisa. Un vero e proprio laboratorio, rivolto sia al recupero di varietà tipicamente toscane, sia allo studio di soluzioni sostenibili per combattere il problema della Xylella fastidiosa, che in questi giorni sta distruggendo gli uliveti nel Sud Italia.
 

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