Il Tirreno

Versilia

Torna dagli Usa e scolpisce una statua per il suo maestro

Una storia di amicizia che unisce due Paesi 

2 MINUTI DI LETTURA





LA STORIA

Arte e amicizia nel segno della scultura. Potrebbe essere il titolo della bella storia che da più di trent’anni lega un vivace gruppo di scultori stranieri, per la maggior parte statunitensi, alla Versilia e alla figura dell’artigiano Renato Leonardi, scomparso due anni fa ma ancora vivo nel cuore e nel ricordo dei moltissimi che l’hanno conosciuto. Un legame sincero e profondo, oggi come ieri suggellato col marmo. Ieri con i grandi blocchi modellati dagli artisti nello studio-laboratorio di Leonardi nella campagna di Querceta. Oggi con il piccolo busto in statuario che uno di loro, John Fisher, alla vigilia del secondo anniversario della scomparsa dell’amico (22 settembre), è tornato a scolpire in Versilia, facendone dono alla famiglia in segno di gratitudine e di eterno affetto.

La storia inizia a metà degli anni Ottanta fra gli olivi di Ranocchiaio, dove Renato Leonardi conduce una piccola segheria di marmo. È la prima persona che John Fisher incontra quando sbarca in Versilia. Il talentuoso scultore americano vuole apprendere le tecniche di lavorazione del marmo e carpire i segreti degli artigiani scultori. Leonardi in quel mondo c’è cresciuto. Il sodalizio nasce nel 1986. Le prime opere in marmo di Fisher prendono forma. E mentre l’americano, con la moglie Sandy Oppenheimer, artista anch’essa, si inserisce a meraviglia nella comunità locale, altri scultori iniziano ad apprezzare quell’atmosfera un po’bohémienne che si respira nello studio di scultura fra gli olivi. Per rendere omaggio all’amico che non c’è più, John Fisher la primavera scorsa è tornato dall’America per scolpire il busto di Renato in un piccolo blocco di statuario. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa