Sicurezza
Nautica, la proposta della Fiom: serve un progetto interregionale
Sorpasso di La Spezia per numero di addetti, il segretario toscano Massimo Braccini interviene nel dibattito scaturito dai dati della ricerca della Fondazione Symbola
Fanno discutere i dati sui numeri della nautica viareggina e spezzina resi noti in occasione del Salone della nautica di Genova che si è concluso ieri con numeri da record ed un più 7% di visitatori rispetto al 2018. Se Navigo ha chiesto un approfondimento nel dettaglio dei dati presi in considerazione dalla ricerca della Fondazione Symbola, commissionata da Ucina, che ha visto La Spezia superare Viareggio per numero di addetti, la Fiom Cgil regionale così la vede: «Ci vuole una visione d'insieme. Con le Regioni andrebbe affrontata una discussione strategica, in particolare modo tra Liguria e Toscana. Poi vediamo i numeri veri», sono le parole del segretario generale Massimo Braccini.
Perché la nautica viareggina, così il dato della Fiom, «conta circa 5mila dipendenti», continua Braccini. Lavoratori «le cui condizioni devono essere elevate», è la posizione del sindacato metalmeccanici Cgil.
Il messaggio che arriva alle Istituzioni dalla Fiom regionale è chiaro: «Va ricercata una coesione di insieme della nautica, una idea interregionale, capire cosa esiste nel polo del Mediterraneo e da Genova a Piombino come ci potenziamo. Va costruito un progetto con tutti i soggetti interessati avendo un'idea di quale sviluppo futuro sarà possibile, ben sapendo che va sviluppata una visione allargata».
Le aziende - sottolinea Braccini - «individualmente rispondono alle loro esigenze. Ma a livello territoriale, regionale e nazionale, non si può ragionare allo stesso modo. L'ottica a cui guardare è verso un polo allargato ed in grado di attrarre investimenti dove dovranno, in un ottica di area vasta, stare assieme gestioni, demolizioni, refitting, costruzioni di imbarcazioni e servizi».
In questo quadro Braccini ripropone un tema che la Fiom ha messo da tempo sul tavolo del confronto con le Istituzioni (a proposito: ma il tavolo della Nautica in Regione che fine ha fatto?): «Lo sfruttamento che sempre più invece emerge in un settore del lusso e che ha margini importanti di profitto (e che utilizza aree pubbliche) non è assolutamente accettabile. Anche le Istituzioni sono richiamate alle loro responsabilità. Le concessioni vanno rilasciate a precise condizioni e nell’interesse della collettività, non del massimo profitto privato costi quel che costi». Ma su questo punto, a partire dal Comune e passando per l’Autorità portuale regionale e fino alla stessa Regione, sembra cadere la linea della comunicazione. —
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