La protesta
Arpat ieri alla Morina Il comitato cittadino: in periferia non si respira
VIAREGGIO. Personale Arpat Lucca ieri ai cancelli della Morina, l’impianto di compostaggio del verde finito nei mesi scorsi nel mirino della Procura di Lucca. Numerose le prescrizioni che derivarono dalla visita congiunta di Procura ed Arpat, tanto che nel maggio di quest’anno l’ufficio Ambiente della Regione Toscana ha proceduto con una diffida nei confronti di Sea Risorse (impresa che vede insieme Comune di Viareggio ed imprese del Gruppo Del Pistotia) avvisando che la mancata messa in regola avrebbe comportando la chiusura dell’impianto stesso.
Impianto che la stessa Regione addetta alla diffida, però, solo un mese prima (nell’aprile 2019) era tornata ad inserire nella Proposta di aggiornamento del Piano straordinario dei rifiuti, con queste parole: «È prescritto il mantenimento in esercizio dell'impianto a cui vengono conferiti rifiuti verdi preferenzialmente dall'area della Versilia».
Eppure, all’indomani dell’inchiesta Arpat, era stata proprio Sea Risorse a far trapelare l’ipotesi di adempiere alla prescrizioni anche in previsione di una non richiesta di rinnovo dell’autorizzazione. Domanda che l’azienda avrebbe dovuto presentare ad inizio estate.
Nel sito della Regione Toscana non si trovano documenti aggiornati sul futuro della Morina. L’ultimo atto è del luglio scorso, relativo alla proroga concessa «delle tempistiche di cui al Decreto regionale 6694/19, fino alla data dell’11 novembre 2019 affinché la Sea Risorse Spa per l’impianto digestione rifiuti per la produzione di ammendante sito in via Paladini, località La Morina, possa conformarsi alle condizioni ed alle prescrizioni di cui alle determinazioni dirigenziali della Provincia di Lucca 483/10, 1958/10, 1248/11, 2059/15 e al Decreto regionale 361/2016 che costituiscono l’autorizzazione rilasciata ai sensi dell’articolo 208 del Decreto legislativo 152/06».
Intanto, però, il comitato cittadino “Aria pulita Viareggio e dintorni” da settimane è tornato a denunciare il cattivo odore (reale) che si avverte alla periferia della città e che si leva soprattutto nelle prime ore del mattino, così forte da svegliare chi ancora dorme con le finestre aperte. Nei prossimi giorni il Comitato tornerà a bussare alle porte di tutti gli Enti competenti per capire quale sarà il futuro della Morina, impianti che dal 2010 è gravato dalla prescrizione del Parco, relativa allo spostamento in altro sito. —
D.F.
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