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Marrai: la giunta Murzi ha cambiato indirizzo sul turismo di spiaggia?
FORTE DEI MARMI. L’amministrazione comunale ha cambiato indirizzo circa il futuro del turismo di spiaggia rinnegando anche i suoi stessi regolamenti? Se lo domanda pubblicamente Sergio Marrai, ex assessore e decano dei balneari cittadini, proprio nei giorni in cui la categoria inizia a domandarsi quali strade intraprendere per ovviare alle polemiche e agli “eccessi” dell’estate scorsa che hanno diviso il settore.
«Si è fatto un gran parlare sulle nuove iniziative prese da qualche imprenditore sulla spiaggia, che hanno fatto discutere e mettere a confronto le varie strategie da promuovere per gli anni a venire – spiega Marrai - e tra le varie anomalie registrate, rispetto al nostro target costruito e consolidato negli anni, c’è stato l’uso della musica sul fronte spiaggia in mezzo a tende e ombrelloni, con apparecchi professionali e con tanto di dj; suoni che si diffondevano per centinaia di metri e a distanza, creando attorno più disturbo che piacere».
«Il regolamento della spiaggia emanato dall’amministrazione comunale - prosegue Marrai - prevede all’articolo 6 lettera H quanto segue: è vietato “usare apparecchi di diffusione sonora, salve che durante le feste nell’orario e con le modalità consentite dal comune; usare radio e apparecchi di diffusione sonora senza l’uso di auricolare”. Personalmente ho sempre condiviso queste scelte, al punto da adoperarmi in passato per far cessare l’uso degli altoparlanti che si usavano nei bagni per vari avvisi ai clienti, così come quelli della barca che transitava in mare per diffondere la pubblicità sonora. Oggi però non riesco a capire come si possa tollerare questa situazione che si è venuta a creare nonostante le ripetute segnalazioni e gli interventi delle Autorità. Forse le cose sono cambiate? - conclude Marrai - Magari sono state autorizzate? Se così fosse, allora sarebbe assolutamente opportuno che quanto meno si sapesse pubblicamente se queste scelte fanno parte oppure no di un nuovo indirizzo comunale che si vuole dare al turismo balneare». —
R.F.
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