Sicurezza
Presidio di tifosi e cittadini davanti allo stadio chiuso
In 300 alla manifestazione organizzata dalla Viareggio Ultras ieri pomeriggio L’ex ds Cinquini: «Sindaco e assessore allo sport dovevano essere con noi»
Presidio bianconero davanti ai murales nel piazzale antistante lo stadio dei Pini, ormai chiuso da oltre un anno e dichiarato inagibile e con la squadra di calcio scomparsa, dopo le ultime vicissitudini del Viareggio 2014. Alla chiamata della Viareggio Ultras hanno aderito circa 300 tifosi, ma anche semplici cittadini, per sollecitare l'amministrazione comunale con in testa il sindaco, Giorgio Del Ghingaro e l'assessore allo sport, Sandra Mei a fare qualcosa affinché lo stadio possa riaprire quanto prima. Uscendo dalla condizione in cui si trova oggi: erba alta, la pista in tartan deteriorata e la struttura che si sta danneggiando sempre più.
Presenti anche alcuni esponenti politici, comitati cittadini, ex calciatori del Viareggio. Per domattina è convocata, alle 9 - su richiesta dell'opposizione - la commissione sport, aperta a tutti. «Basta con le promesse non mantenute»: Samuele Di Mare, ultras storico ha voluto porre l'attenzione sull'importanza della squadra di calcio. «È necessario», dichiara, «rimanere uniti in questo particolare momento triste per tutti noi». Lo stadio dei Pini, è stato ricordato, «ha ospitato i funerali delle vittime della strage di Viareggio e non va mai dimenticato».
Alberto Reccolani, ex calciatore e direttore sportivo del Viareggio, oggi responsabile della scuola calcio del Marco Polo Sports Center, aggiunge: «Sono arrivato giovanissimo a Viareggio da Maddaloni (Caserta), mi sono sposato una viareggina, abito qui. Vedere tutto questo mi rattrista. Grazie agli Ultras per avere organizzato questa manifestazione per sensibilizzare la città».
In disparte il presidente dell'Esperia, Stefano Dinelli, che per 10 anni ha mantenuto la squadra in Lega Pro. Presente anche Pasquale Franceschi, magazziniere del Viareggio per oltre 15 anni: «Detenevo il record di non essere mai retrocesso - ricorda -. Purtroppo l'anno scorso l'ho perso. La cosa che mi addolora è che non c'è più la squadra e che lo stadio sia chiuso». Giorgio Mendella, è stato il "patron" del Viareggio: «In questo stadio hanno giocato formazioni come l'Inter e l'Ajax oltre il Viareggio. Lo stadio va riaperto, perché una città come Viareggio non può stare senza. E deve riavere la squadra».
Il professor Francesco Mottola utilizzava lo stadio con le scuole e con giovani che praticavano atletica leggera: «È sciupata anche la pista in tartan», fa notare, «dove c'è perfino l'erba». Oreste Cinquini, ex diesse bianconero aggiunge: «Chi ha ceduto la società del Viareggio 2014 ha le sue responsabilità. Ma chi l'ha gestita portandola alla sparizione andava preso a calci nel c... Ho parlato con il sindaco ho dato la mia disponibilità: doveva essere qui con l'assessore allo sport». Tiziano Nicoletti, ex dirigente Viareggio 2014 spiega: «Sono venuto per metterci la faccia. Spero che lo stadio riapra presto e che Viareggio torni ad avere la squadra di calcio». Il Comitato per la salvezza della pineta ha ribadito il sì allo stadio e il no all'asse. —
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