La manifestazione
Confesercenti e Confcommercio: «Rispetto delle regole»
viareggio. Tema caldo, quello della ristorazione proposta dagli stabilimenti balneari soprattutto in estate, ma non solo. Le associazioni di categoria lo hanno affrontato in sede regionale, ma anche in occasione dei regolamenti predisposti da alcune amministrazione comunali della Versilia. «Le sentenze del Tar», dichiara al Tirreno Valentina Cesaretti, responsabile dell’area lucchese di Conferimenti, «non sono leggi né regolamenti, ma sono pronunciamenti su casi specifici. Sul caso in particolare non mi pronuncio: mi riservo di approfondire la sentenza». Detto questo, Cesaretti ripropone la posizione sostenuta da Confesercenti: «Regole uguali per tutti». Nel senso, continua Cesaretti, che «se servi alimenti e bevande a tutti devi uniformarti alle regole dei pubblici esercizi che vendono tutto a tutti». Oppure, aggiunge la responsabile di Confesercenti, «semplifichiamo per tutti». Insomma, «facciamo appello affinché che tutto sia uguale per tutti. C’è una legge regionale che dovrebbe superare i regolamenti comunali. Ed è una legge che ha aperto a tutti, dando agli stabilimenti la possibilità per esempio di fare le Spa. Io chiedo che le leggi siano uguali per tutti: il che significa che locali, personale, requisiti professionali, adempimenti devono essere gli stessi di un ristorante della Passeggiata o dell’entroterra anche per un bagno».
Non semplice da realizzare dato che gli spazi dei ristoranti degli stabilimenti balneari sono decisamente diversi da quelli di un ristorante in città.
«Rispetto delle regole» è anche la posizione di Piero Bertolani, vice presidente provinciale di Confcommercio: «Il Codice regionale del commercio stabilisce di valutare quale sia l’attività primaria dello stabilimento. Se prevale quella balneare, allora è necessaria una Scia a parte per il ristorante».
Detto questo, Bertolani aggiunge: «Se permettono di esercitare l’attività, però, non è che si vogliono fare delle limitazioni. Non è un ragionamento a tutela di uno o dell’altro, ma per il rispetto delle regole. Se vengono rispettate, allora ok». —
D.F.
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