Sicurezza
Sul campo di Piano di Mommio la lite tra due giunte e un prete
Prima l’esposto del sindaco, poi l’intervento dell’ex vice Il futuro dell’impianto della parrocchia preoccupa i cittadini della frazione
Massarosa. Non bastava la questione del campo sportivo Martellini di Stiava, né era sufficiente che ci fosse caos per le corsie della piscina Frati del capoluogo. La Massarosa dello sport è in tumulto per un’altra questione che nasce da un problema di bilancio ma che ha un immediato riflesso sportivo. Ad essere interessato è il campo della parrocchia di Piano di Mommio, frequentato da decine di ragazzi della frazione e utilizzato per gli allenamenti dalla società dell’Atletico Qm. A mettere in pericolo la situazione del campo, di proprietà della parrocchia, è un esposto che l’attuale sindaco di Massarosa, Alberto Coluccini, ha fatto alla corte dei conti. Nell’occhio del ciclone ci sono dei container acquistati dalla giunta Mungai e che dovevano servire per sopperire alla mancanza degli spogliatoi che erano stati dichiarati inagibili. Il problema, lo illustra il sindaco, è che è stato «dotato di nuovi spogliatoi il campo che non è di proprietà del Comune spendendo circa 27.000 euro»; in più, continua il primo cittadino «dalle successive verifiche è emerso che hanno addirittura impegnato il Comune per una spesa di 35.400 euro da dover pagare in cinque anni per un campo sportivo che non è nostro e su un terreno che non è nostro».
Insomma, secondo Coluccini, ci sarebbero tutti gli estremi per un danno erariale. Ma non è quello che pensa l’ex sindaco di Massarosa Damasco Rosi, adesso all’opposizione, che non solo rivendica quella scelta ma vuole anche spiegarne la genesi: «Quello della frazione fa parte di una previsione urbanistica che prevedeva la cessione al comune del campo sportivo, l'impegno da parte dei proprietari alla realizzazione dei nuovi spogliatoi poiché gli esistenti non erano più a norma. L'area dove sono alloggiati oggi i moduli degli spogliatoi è di proprietà di privati. Per consentire il mantenimento in esercizio dell'impianto e lo svolgimento delle attività della locale società, la proprietà si impegnò a prendere in affitto i moduli dei nuovi spogliatoi, per un certo periodo, con diritto di riscatto e a posizionarli su un terreno a monte del campo. Quell'intervento urbanistico poi non è partito, scaduto il periodo dell'affitto, il privato ha acquistato i moduli per circa 36 mila euro (un valore più basso rispetto al prezzo di mercato). Il comune dal canto suo a rimborsare al privato la spesa e il privato si è impegnato a cedere al comune in comodato d'uso gratuito l'area dove sono posizionati i moduli, fino alla realizzazione dei nuovi spogliatoi».
Insomma nessun danno erariale. In tutto questo il prete che dice? Niente. Il campo è di proprietà della parrocchia ma ceduto nell’utilizzo alla società sportiva locale per farci allenare i propri ragazzi. Alcuni malumori sono già nell’aria, soprattutto in paese, perché alcuni cittadini temono che in questa diatriba in tre a farne i conti siano i cittadini e soprattutto i giovani sportivi. —
C.B.M.
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